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Paris Hilton, chi è?

E mentre in Italia il dibattito delle donne si interroga sul riconoscimento delle coppie di fatto, del doppio cognome ai figli, della rappresentanza delle donne nelle istituzioni e nel mondo del lavoro,della violenza a loro carico... nella battaglia dei telefonini ci propinano come immagine una donna "molto particolare" .

Oggi abbiamo Paris Hilton che imperversa in uno spot sui telefonini con il suo sgraziatissimo italiano e il suo sorriso befanino, ci fa mossette, gesti e dice paroline in una lingua incomprensibile.

Per favore, diteci, spiegateci, perché questa ragazza apparentemente senza qualità debba invadere il nostro schermo più di ogni altra questione.

Farebbe anche un po' pena...se non avesse quel cognome; se non sapessimo che è un'ereditiera ultramiliardaria; che è viziata e , si dice, viziosa.

Allora fa rabbia, infastidisce.

Perché la usano e perché si fa usare? Perché? Le piace apparire ridicola? Lo fa per soldi pur non avendone bisogno?

Pensano davvero che sia un modello imitabile? Un modello da esportare? Che le ragazze vogliano somigliare a lei?

Vogliamo continuare a trasmettere modelli mediatici che non hanno niente a che fare con la realtà dei giovani e della società, del mondo del lavoro, dei diritti civili, della libertà ecc.

Allora perché disapprovare vallettopoli?

Perché storcere la bocca alla boccaccesca storia di Lele Mora e delle sue ragazze?

E tutti si fiondano...la televisione, i giornali, la moda, il cinema, ma Paris Hilton chi è?

Forse è vero che i soldi non fanno la felicità ma, in questo caso, abbiamo veramente troppo da fare per soffermarci su di lei.

Dols, dicembre 2006

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