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Con i jeans o con il chador, ma senza l'handicap delle barriere sartoriali, di Ella Baffoni, il Manifesto 1992

Una moda particolare? Non proprio. La collezione presentata qualche giorno fa nel corso dell'incontro "Comunque bella. La moda adatta all'hamdicap femminile" non offre colori o disegni particolari se non appunto quelli "di moda" alle donne che hanno problemi motori e sensoriali . Ma alcuni accorgimenti si , come le chiusure in velcro invece che con i bottoni e il taglio sapiente che evita a chi è costretta a stare seduta su una carrozzella l'effetto "insaccato" del busto. Non una collezione "diversa" insomma, ma il tentativo parzialmente riuscito di inventare vestiti "su misura" anche per le persone handicappate.

Giacché, é vero, a volte i bottoni, la costruzione tradizionale dell'abito per riuscito che sia, per quanto perfetta la costruzione dell'abito, possono creare impacci, provocare disagio; insomma non far sentire chi lo porta a suo agio, che è invece l'unico merito di un abito perfetto davvero. E se il pret a porter negli ultimi dieci anni ha avuto l'ambizione di offrire un prodotto quasi sartoriale, differenziando taglie e età, occasioni e stili, perché non potrebbe assumersi questa ulteriore differenziazione?

Così l'associazione Donne Insieme ha presentato una piccola sfilata di abiti disegnati da Regina Schreker. Tuniche, casacche, completi pantaloni, qualche decina di abiti molto semplici, che seguono le ispirazioni della stagione , troppo pochi forse, per offrire un'alternativa vera alle seicentomila donne italiane portatrici di handicap motorio e sensoriale.

Ma intanto è un gesto positivo, il tentativo di abbattere una "barriera sartoriale" se non architettonica. Non sarà facile: a Roma i passaggi protetti per gli handicappati appena costruiti sono subito vanificati dalle auto in sosta che ne impediscono l'accesso.

E il posto riservato ai parcheggi degli handicappati è spesso invaso da automobili abusive. Un recente monitoraggio sulle sale cinematografiche della capitale ha mostrato che solo 17 sale di prima visione non hanno barriere architettoniche, mentre 40 non si vergognano di proporre l'ingresso dall'uscita di sicurezza, magari dai cortili adiacenti.

Ma se molti schermi cinematografici restano "oltre il gradino"l'iniziativa dell'Associazione "Donne insieme" forse si allargherà anche all'abbigliamento maschile. La stilista ha quasi promesso una collezione di accessori pensata per una "moda con accorgimenti".

Ed è stato istituito un premio simbolico per quegli stilisti che terranno conto dei problemi particolari dell'handicapp come Regina Shrecker ha fatto, organizzando delle sfilate apposite. Perché no? Magari utilizzando quella ragazza che ha sfiorato la corona di Miss Italia, che le è stata negata solo perché si trattava di una non udente. Una discriminazione che le donne dell'associazione ricordano ancora con amarezza. Questa volta a indossare gli abiti "accorti" sono state due modelle d'eccezione. Mirella Santanato, autrice di un libro di poesie e Antonietta Laterza, cantante e autrice della colonna sonora dell'iniziativa: "siamo allora tutte donne, donne in cerca di tenerezza e di avventura con i jeans o con il chador".

Commento di Marta Ajò

In questi giorni hanno sfilato le nuove collezioni di alta moda per l'autunno 2007/2008.

I media hanno dato notizia delle scelte degli stilisti e le trasformazioni in atto nella moda attuale.

Ma al di la della moda stessa, sono apparse anche delle questioni "nuove" che riguardano la moda e la società.

Intanto il problema dell'anoressia; da cui l'impegno degli stilisti ad un maggior controllo delle modelle. A questo si è collegato quello della rappresentanza sulle passerelle di una moda per taglie conformate. Evidentemente le donne stanno dimostrando un'insofferenza per i dettami rigidi di una moda che le vuole tutte uguali senza il rispetto dell'individualità. Un si, più che alla moda, all'eleganza e al buon gusto ed un no per dettami che non lasciano spazio alla persona ed ai suoi problemi.

In questo articolo si propone un ulteriore questione: quella dell'handicapp.

Purtroppo dobbiamo notare che, quella di cui si parla, è rimasta una manifestazione isolata nel tempo e che, nonostante gli incentivi di premi, gli stiliti di allora, come quelli di oggi, hanno più da pensare ai loro marchi che non prevedono nessun tipo di "nicchia umana" che non sia omologabile.

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