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Ségolène Royal il giorno dopo

Dopo la sconfitta si è presentata con sciarpa rosa al collo, giacca scura, maglia e gonna chiare. Interessante? Pare di sì.

"Il giorno dopo la sconfitta, alle 9,30 del mattino, esce dal portone del suo appartamento nel settimo aarondissement (quartiere di Parigi) elegante e cordiale come di consuetudine si avvicina ai giornalisti e comincia a parlare" (avrebbe dovuto ringhiare, piangere?).

D'Altronde il sorriso è diventato l'imprinting di questa donna durante tutta la campagna elettorale ma dicono ancora i cronisti, il giorno dopo si è mostrata più riflessiva (prima era scavezzacollo?) ed avrebbe detto "bisogna imparare dalle sconfitte politiche e guardare il futuro", (frase che non ha niente di originale né in sé né storicamente) ed avrebbe aggiunto: "Sono felice di aver portato un messaggio di speranza. So che molte persone sono deluse e tristi, prenderò quindi tutta la mia forza interiore per continuare a comunicare loro energia"(una santona? una che propone la bio-energia?).

Queste sono le cose e le frasi che i giornalisti sottolineano ed, essendo donna, tutto potrebbe essere... Comunque nei prossimi giorni, la Royal dovrà decidere se candidarsi o no alle prossime elezioni legislative e se candidarsi alla guida del partito; come tutti i politici pensa già a come riproporsi come soggetto politico di non poco peso come qualsiasi altro politico. Già. Perché bisognerebbe pur smettere di parlare di questa rappresentante di una forza politica quale è il partito socialista francese, come una sorta di Cenerentola che camminando sulla punta dei piedi si avviava gentilmente ed etereamente verso l'Eliseo, o come Biancaneve sorrideva, abbracciava e difendeva, anziché i nanetti, i diseredati e gli immigrati.

Ségoléne Royal è una donna che di mestiere fa la politica, come tutti, come gli uomini, e questa ha le sue regole, le sue vittorie e le sue sconfitte che non possono che prescindere dal sesso di chi le rappresenta. Sono i programmi, che gli elettori sono chiamati a votare e a sostenere; il candidato dovrebbe essere una scelta in base all'assicurazione che è capace di infondere che porterà avanti le indicazioni e le promesse elettorali. Così sono andate le elezioni francesi.

Che poi in una società sempre più mediatica l'immagine conti, e tanto, come dimostrano da sempre le elezioni americane, non c'è dubbio. E l'immagine sdolcinata, rassicurante, "materna", per l'occasione di media eleganza e di buona moglie (nonostante la competitività in famiglia con un marito che fa politica nello stesso partito) non pare che l'abbiano premiata; perché non basta!

Anche se il "botox", come i più maligni hanno rilevato, usato in questo periodo hanno minimizzato i segni della fatica e della tensione dal volto, non viene neanche da pensare che questa donna stia come se niente fosse avvenuto sulla sua pelle. Mica si può strappare i capelli in pubblico solo perché è donna (fragile? nervosa? ). Ha affrontato una sfida, l'ha combattuta e l'ha persa. Nessuno, neanche se donna può continuare come la "vispa Teresa" a far finta che niente sia accaduto.

La dimostrazione della sua capacità politica non è discutibile; di lei persona-donna e della sua vita privata, dovremmo imparare a disinteressarcene. Dols, maggio 2007

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