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Recensioni

Il Trasloco

Marta Ajo'

Edizioni Pagine

Pagg. 174- Euro 14,00

Quindici traslochi e poi la fine. Che però è anche un inizio. Magari, la fine può essere una nuova casa lasciata con la porta aperta dopo le quindici che Tonia ha abitato. Tonia è la protagonista di questo romanzo complesso dallo stile asciutto eppure magnificamente evocativo.

Tonia è una scrittrice, una giornalista, una viaggiatrice. Una donna fragile ma inesauribile che abita le sue case così come le vite della gente da cui non riesce a staccarsi. Sullo sfondo di una ricerca perpetua e di una pena d'amore mai acquietata, raccolta nella "scatola nera" che non riesce a buttare, Tonia entra nella quindicesima casa con un senso di familiarità a cui fa da contrappunto l'insofferenza dell'amica Paola, suo alter ego. In quest'ennesima casa romana, lasciata intatta dalla precedente proprietaria, Tonia troverà altre vite ad aspettarla: per dirle forse che non è sola, o che la sua solitudine è pari a quella di tante altre. Il difficile rapporto con una madre in cui non si rivede; la ricerca insaziabile di un padre vanitoso ed egocentrico; l'amore fasullo di un uomo ingrato; la quotidiana malinconia per la perdita di tutti e tre: nelle lettere e nei ritratti di quella casa che è stata di altri Tonia scopre la comunione dei sentimenti. Un dolore e una pace universali. Il passato di altri si lega al suo che si sovrappone al presente in un intreccio continuo in cui, a tratti, il lettore si perde, diventandone però parte. Da eroina inquieta sola sulla scena, Tonia diventa la protagonista di un racconto corale che lei stessa dipana. E per la cui potenza lirica anche noi ne diventiamo parte.

Chi desidera acquistare il libro può rivolgersi direttamente alla casa editrice Minerva (06-6892972 - minervariviste@gmail.com).

Francesca Tabarrani

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E' possibile "liberarsi" del proprio passato ed iniziare una nuova vita?

E' possibile librarsi nel mondo e dare spazio alle proprie attitudini oppure siamo sempre dei Prometeo incatenati nella roccia, a causa di precedenti "colpe", malgrado l'anelito di regalare il fuoco all'umanità?

La "scatola nera" il vaso di Pandora, l'otre di Eolo, il canto delle Sirene, tutto ciò che abbiamo vissuto, le persone incontrate ed amate ci legano con vincoli intricati, che non ci permettono di guardare oltre, di proseguire il cammino verso il nostro altrove.

Sempre pronti a spiccare il volo, come Icaro, smarriamo la rotta e rischiamo di precipitare nel cuore del dolore, prigionieri di ciò che è stato.

" IL TRASLOCO" il libro di Marta Ajò, Editore Pagine, è un romanzo complesso, il cui finale, al di là di una immediata percezione, resta aperto, per permettere al lettore di interpretare, secondo il proprio sentire, il senso del volo.

La struttura della pagina non è delle più semplici, resa attraverso una scrittura a volte lapidaria, altre volutamente criptica che, in certi passaggi, sembra voler disorientare il lettore.

Nel gioco di specchi delle vite che si intrecciano c'è questo dialogo a distanza, questo raccontarsi di figure al femminile che non riescono a comunicare direttamente ma hanno bisogno di interposte persone per svelare i misteri di vite vissute fino in fondo, difficili da spiegare e da comprendere.

La scrittura, a volte quasi violenta, asciutta, senza indulgenza, lacerante fino ad entrarti nell'anima, nasconde il pudore e la difficoltà nel "togliere il velo". E' proprio del gioco di specchi rendere visibile, anche se sfumato dall'immagine riflessa, e permettere di parlare senza guardare in faccia l'interlocutore.

Il dolore della propria esistenza impedisce alla protagonista di vivere appieno la propria vita.

Per liberarsi di esso Tonia continua a traslocare, ad andare oltre il suo luogo, nella continua ricerca di un altrove in cui possa finalmente iniziare a vivere, dopo aver trovato il coraggio di aprire e guardare dentro "la scatola nera".

Questa possibilità verrà offerta a Tonia, la protagonista del romanzo, nel 15° trasloco, in quella casa

che l'attende, in cui nulla è stato tolto ma solo coperto, per proteggere il passato dalla polvere del tempo.

Toccherà alla protagonista togliere il velo, svelare, sfogliando pagina dopo pagina, aprendo stanza dopo stanza, per rivelare i passaggi di un'altra vita.

Ma alla fine Tonia scopre che tutte le vite si rassomigliano, che tutti sono prigionieri dell'amore e del dolore ( eros e thanatos).

Quando siamo convinti di aver finalmente trovato in noi il coraggio di pareggiare il conto e di librarci come Icaro finalmente verso il nostro volo, le ali costruite per noi da Dedalo rischiano di non farci uscire dal labirinto.

"Il trasloco" è un libro moderno e non facile, ma nello stesso tempo è un classico; è un libro "singhiozzante" in cui persiste intera tutta la simbologia dei miti.

Elemento fondamentale: il pudore nelle pagine e nel dolore.

L'eroina moderna, figlia della tragedia greca, trova nel linguaggio spezzato e asciutto la capacità di far dialogare i diversi personaggi, tutti presi ad inseguire il sogno, immersi nel dolore che esso porta con sé.

" Il trasloco" è un romanzo che merita un approccio paziente ed un tempo di sedimentazione.

Al lettore, immediatamente spiazzato dalla conclusione, tocca poi raccogliere il filo di Arianna che lo porterà a ricomporre la storia e a chiudere finalmente le pagine.

Luciana Ermini, settembre 2007

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Un libro straordinario. Colpisce dalle prime righe il linguaggio chiaro, diretto, lucido, la scrittrice racconta negando alibi e indulgenze.
Un libro che sembra non mostrare pietà eppure ne trabocca.
Un libro sulla morte, pregno di morte, eppure con una incredibile apertura alla vita.
Un libro sugli affetti, avuti e negati.
Un libro sulle sconfitte, ma anche sulla determinazione a rialzarsi ogni volta.
Un libro che racconta incomprensioni e finisce per com-prendere i limiti di ognuno. La protagonista, Tonia, è cronista della vita, sua e degli altri, e degli altri accetta i limiti, se ne fa carico.
Non così dei suoi, si legge in tante pagine la profonde disistima che nutre nei confronti di se stessa, il radicato senso di colpa. Se ne fa carico Tonia, non si sottrae. Se ne fa carico fino al masochistico annullamento di sé.
Un libro-testamento che snodandosi tra mille fili intende lasciare un messaggio di chiarezza, che si faccia strada nella confusione, distinguendo fatti, ruoli, relazioni.

Il racconto rimanda ad un continuo gioco di specchi, Tonia si specchia nella padrona di casa, nei racconti che nella quindicesima casa aspettavano qualcuno che li volesse scoprire.
Si specchia nell'amica Paola, suo alter ego e instancabile stimolo alla vita.

Da dove viene questo costante non piacersi di Tonia, questo riportare sempre a sé il fallimento nella relazione con gli altri?
Il padre è la figura guida della vita di Tonia, un padre desiderato e mai avuto, un padre che non veicola un sentimento d'amore, di stima, che non dà conferme, che non le consente di costruire un'immagine sufficientemente adeguata di sé.
Tonia finisce per rincorrere tutta la vita l'approvazione del maschile, disposta ad ogni sacrificio pur di ottenerlo.

E forse la frustrazione per questa mancanza le fa scegliere di lottare e scrivere per le donne, che com-prende e nelle quali si rispecchia, in una sorellanza che la fa apparentemente andare oltre la sacrificalità di una madre tutta dedita al suo uomo.
Un modello la madre con la quale Tonia non può identificarsi. Troppo lontana dalla necessità di affermazione di sé e di costruzione del suo posto nel mondo che la protagonista mostra con la passione politica e i suoi scritti.
La differenza tra madre e figlia diventa un solco tra di loro e segna le tracce di un copione che Tonia ripete con sua figlia. Un mandato ereditario sembra governare questi legami.
Così come Tonia anche la madre della signora Stern ci mostra questo ineluttabile ripetersi di un rapporto che segna e pretende distanza tra madre e figlia.

L'epistolario è un tentativo di ricomposizione che si attua attraverso lo svelamento del rapporto coniugale,solitamente negato ai figli.
E' un passaggio fondamentale del libro: solo attraverso la conoscenza di questo amore coniugale.
Tonia può chiudere i conti col passato, con fatica, lentamente.
Costantemente doppia appare Tonia, così fragile, così legata al passato, eppure capace di rialzarsi ogni volta come i suoi tanti traslochi dimostrano. Ogni volta con determinazione e coraggio. Mantenendo intatta la capacità di stupirsi della vita. E la speranza per la vita.

Man mano procedendo nella lettura del libro, il tema della morte è sempre più presente. Tonia sembra aver bisogno di ricordare le morti significative per poter andare incontro alla propria.
Per poter imparare ed imitare.

Ma non interpreterei come una vera morte la morte di Tonia, ha semmai il valore di un distacco. Nelle ultime pagine del libro, alcune assolutamente liriche, Tonia scioglie finalmente i nodi, finalmente si separa, dalla " scatola nera" e dal passato, finalmente smette di cercare e forse accetta. Finalmente tutto si placa.


Simonetta Liberti, Dol's maggio 2007

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