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Occupazione femminile, immaginare azioni positive che modifichino l'organizzazione del lavoro. Un convegno a Roma tenutosi il 5 luglio

Al convegno "L'occupazione al femminile. La parità di genere presupposto imprescindibile per un Paese competitivo svolto presso la sede della Confindustria a Roma, sono stati presentati al mondo associativo e al più vasto pubblico le buone prassi aziendali in materia di pari opportunità e di migliore gestione delle differenze di genere.

Il Convegno prende spunto da una ricerca condotta da SFC - Sistemi Formativi Confindustria, in partnership con AIDP, AIDDA e Fondazione Bellisario nell'ambito di "Valorizzare e Gestire le Diversità, progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

La
raccolta di buone prassi che il Progetto propone si configura come un' insieme di "strumenti flessibili che l'organizzazione, a seguito di un processo di analisi interno, potrà scegliere di adottare in linea con le proprie peculiarità strutturali ed organizzative.

Il Progetto è finalizzato all'individuazione di buone prassi attivate nei contesti aziendali, che possano essere assunte come riferimento per la definizione di un modello sistematico e funzionale alla valorizzazione delle "diversità lavorative, con particolare attenzione per quelle di genere.

L'obiettivo è dunque quello di immaginare azioni positive che modifichino l'organizzazione del lavoro per promuovere le donne nei livelli, nei ruoli e nelle posizioni di responsabilità attraverso l'adozione di strategie basate sulla valorizzazione delle competenze femminili e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

I destinatari dell'iniziativa sono innanzi tutto i Direttori del Personale, che potranno avere la disponibilità di un utile modello/prontuario da utilizzare per definire le proprie politiche ed attività volte ad agevolare l'ingresso, la crescita e la progressione di carriera del personale femminile sembra concentrare l'attenzione soprattutto su due cause che potremmo definire "strutturali, la maternità e la cura della famiglia, che di fatto disincentivano la permanenza e la crescita delle risorse femminili all'interno delle organizzazioni.

A queste "cause strutturali si accompagnano il persistere di pregiudizi culturali e di una connotazione altamente maschile del lavoro , che contribuiscono ad ostacolare l'ingresso e la promozione delle donne in ruoli e posizioni di responsabilità, anche in settori non "tradizionalmente femminili.


L'indagine assume un valore più ampio in quanto cerca di costruire un quadro sistematico delle linee di intervento e degli strumenti che le imprese possono attivare per invertire la tendenza e garantire allo stesso tempo la crescita e l'affermazione professionali e la conciliazione tra impegni di lavoro e di famiglia.

Dopo il messaggio del Commissario europeo per Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità, Vladimír

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