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Mondo bacchettone?

Avete fatto caso che in alcune grandi città le vecchie rotaie dei tram sono state abolite e poi rimesse?

Che i vecchi bus con i fili elettrici sono stati sostituiti e poi ripristinati?

Dove è la ragione di questo movimento? Dove la convenienza?

Qualcuno di noi se lo è chiesto, ma la maggior parte delle persone, con lo sguardo vago, lo ha notato senza considerarlo neanche strano, in un mondo dove oggi ci sei e domani no.

Avete fatto caso alle immagini di nudo?

Come si poteva fare il bagno in mare avvolti da costumi ottocenteschi che coprivano tutto il corpo (divenendo in realtà molto più osceni, per estetica, dei costumi odierni)?

Prima ci si è buttati in una campagna di "liberazione" dei costumi, intesi come emancipazione (specie del sesso femminile, ma non solo) dai vecchi tabù che per secoli ha costretto i corpi in palandrane e maliziosi, ma dolorosi, corpetti, poi...poi! Quindi dai a scoprirsi.

Diciamo però che l'esagerazione porta sempre all'eccesso e che l'eccesso non porta mai al bene.

Il Financial Times ci ha bacchettato come un paese dove imperversa il nudo femminile.

E come dargli torto?

Non c'è più donna che voglia o possa pensare di attrarre lo sguardo di un uomo senza scoprirsi, costringendosi ad affrontare una gara di competizione di proporzioni gigantesche...per cui dai a chi si spoglia di più.

E non hanno neanche torto quelle che lo fanno, se leggono in ogni notizia che la Hilton (perché?), la Gregoraci (si capisce perché), la velina o la pupa (non domandiamoci chi), ma anche quelle un po' più "intellettualine" come la D'Amico (chi?) o la Parrietti (sempre quella), e gli esempi sono infiniti, senza offendere l'una o l'altra, devono la loro fortuna mediatica (magari sposano pure qualche "ricco" ) proprio a questo.

Poi le modelle, beh, dove le vogliamo mettere? E le attrici? E le "costasmeraldine"? E le ragazze in villa con Silvio? E quelle più sconosciute che posseggono (chissà perché riescono a farsi nominare sui giornali) 500 paia di scarpe nell'armadio?

Insomma a cosa debbono tutto questo ben di Dio? Dimenticavo le barche...i panfili...le foto...le comparsate...le "sfigate", ma quelle sono un'altra cosa.

Da dove deriva questo benessere e questo finto, ridicolo, insipiente, dannoso e a volte breve navigare nel lusso?

Ma dalla loro esposizione!

Anche il deputato che sbarca a Roma ne viene irretito, ma anche quello che già ci abita; più le vede nude e più si eccita; più le vuole; più le paga a seconda della merce che esse sanno esporre.

Secola et secolrum, non facciamo i bacchettoni.

Ha ragione Cossiga.

Il "malcapitato"(senza continuare a far nomi) deputato che in questi giorni si è trovato travolto dallo scandalo, è in buona, buonissima compagnia.

Gli anni '80 sono stati pieni di cene goderecce e di notti fantasiose, così come gli anni '90, fino ad oggi e non mi pare neanche che nella storia antica o più recente manchino esempi di questo genere, ne che manchino negli altri paesi.

Con questo non si deve, ovviamente, sottovalutare il malcostume ed i cattivi comportamenti.

E' fastidioso, diciamolo, accettare che chi ci deve rappresentare sia il primo ad avere atteggiamenti quanto meno esecrabili. Non per un fatto di sesso e di corna (alla moglie vanno i solidali pensieri) ma perché la droga, i party ecc. sono comunque fuori da norme civili (non è in parlamento che si dovrebbero fare le battaglie contro la prostituzione, la punibilità dei clienti, l'uso di droghe ecc.?).

E non facciamo i rompiscatole del tipo "chi ce le ha date le regole?", sennò andiamo nell'anarchia più becera.

Ma non possiamo neanche leggere che qualcuno ventili, anche per sciocchezza, che bisognerebbe dare un'ulteriore ed inopportuna indennità ai parlamentari per portarsi le mogli dietro.

E che! non sanno resistere?

Allora sembrerebbe molto più giusto mandare le mogli dai carcerati!

Adesso anche l'America, madre di tutti i nudi, vuole coprire i sederi nei cartelli pubblicitari.

Che ci si stia avviando verso una nuova fobia per il nudo? Verso una campagna di moralizzazione?

Così, come per le rotaie, quello che prima appariva come una conquista ora rischia di diventare un male da reprimere

Non sarà che è come la moda?

Prima va il lungo, poi il corto, infine dominante su tutto il nudo? Forse ritorna, come nelle migliori saghe, il lungo?

"Meglio cambiare no?", e forse alla fine, per un sistema economico moderno e deficitario, ha ragione la mitica e impossibile Paris Hilton.

DIOED, agosto 2007

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