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R.R, Ancona

R.R., Ancona, 57 anni, volontaria in ospedale

Perché non vuole che si pubblichi il suo nome? La sua scelta le fa onore...

Perché mi imbarazza...che qualcuno mi riconosca.

Rispetteremo la sua scelta. Come si diventa volontari e cosa vuole dire?

Nel mio caso, non so per altre persone, dopo aver fatto un corso di formazione, si è trattato di volontariato presso un ospedale; credo di essere di aiuto ai malati della corsia che mi è stata affidata.

Quale?

Medicina donna.

Ne ero certa, perché proprio quella corsia?

Capisco cosa vuole dire...una donna in una corsia di donne... comunque là ci sono più degenti che altrove. Volevo andare in pediatria o ad oncologia, ma qui c'era più bisogno.

Cosa l'ha spinta ad intraprendere questa scelta?

Sono andata in pensione ancora giovane, avevo del tempo a disposizione. Ho pensato che la cosa migliore era quella di dedicare le mie energie in favore di chi ha bisogno.

Negli ospedali ci sono persone sole, sofferenti e gli addetti sanitari a volte sono pochi anche per dare un bicchiere di acqua.

Come viene accolta?

I degenti spesso mi scambiano per un'infermiera, per una dottoressa e mi chiedono cose che non posso fare. Sento un senso di impotenza, ma alla fine riesco sempre a trovare un modo per dare una risposta od un aiuto; questo mi riempie di felicità. Anche massaggare una gamba o un piede, non è un'atto di pietà, ma di aiuto, di sollievo.

Se si riferisce invece agli addetti interni, ai sanitari...devo dire che qualche volta ti fanno sentire intrusa, non di peso, ma inadeguata...si, qualche volta; questo non deve pesare come un ostacolo, ma sopportato come un atteggiamento umano.

Il volontariato colma i vuoti della sua vita?

Questa domanda è corretta, perché ci sono molti colleghi che attraverso questa forma di volontariato cercano di riconciliarsi con la vita o conciliarsi con la morte; di farsi perdonare qualche cosa, di riempire lutti ed affetti scomparsi. Alcuni pensano di meritare di più il Paradiso...

Se dovessi dire, per me, cosa è di preciso, non sarei sicura della risposta.

Spero che alcuni attimi della mia vita, lascino un segno e siano meno inutili di tanti momenti passati. Vorrei che la mia esistenza, alla fine, avesse un senso.

Consiglierebbe ad altre/i di fare questa scelta?

Queste cose non si consigliano, si scelgono.

Marta Ajò, 2007

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