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Il sogno di Benazir

Quando fu eletta, la prima volta di lei dissero: "Una donna ha usurpato il posto di un uomo! Dovrebbe essere uccisa, dovrebbe essere assassinata, ha commesso un'eresia!" .

Benazir Bhutto, nominata primo ministro del Pakistan nel 1988 divenendo, all'età di trentacinque anni, la prima donna a capo del governo di un paese musulmano in tempi moderni, è tornata in patria per prepararsi alle elezioni nazionali che si terranno nel 2008.

Destituita nel 1990 dall'allora presidente della Repubblica, con accuse di corruzione verso il governo, è stata per tre anni a capo dell'opposizione finché nel 1993 dopo una nuova consultazione elettorale che vide la vittoria del PPP, Benazir Bhutto è tornata ed essere primo ministro.

Due volte a capo del Pakistan, lasciò volontariamente il suo Paese nel 1999 dopo l'arresto del marito e le accuse di corruzione, sempre negate, rivolte contro di lei, trascorrendo otto anni in esilio volontario tra Dubai e Londra.

Recentemente ha raggiunto un accordo con il generale Mushrarraf, che ha promesso di dividere il potere con lei e di trasformare la sua dittatura militare in una democrazia, per il suo ritorno dall'esilio subito dopo un'amnistia per i presunti reati di corruzione ancora pendenti a suo carico.

Ma il suo ritorno è già stato funestato da minacce, attentati e massacri ad opera di oppositori e di forze occulte. Il suo sogno di ritornare democraticamente ad essere leader di questo Paese rischia di naufragare nella violenza e sul cammino di Benazir minacciano di mischiarsi lacrime e sangue.

Dols, ottobre 2007

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