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Hasta la vista ! Presidenta

Come tutte le previsioni ormai segnalavano da quando è iniziata la campagna elettorale in Argentina, Cristina Fernandez Kirchner è diventata la "primiera dama" raddoppiando i voti ottenuti dal marito, presidente uscente nel 2003, entrando così nella Casa Rosada per volere popolare e andandosi ad unire al drappello di donne - fra cui Michelle Bachelet in Cile, Angela Merkel in Germania - che guidano le sorti dei rispettivi paesi.

Entrerà nella storica Casa Rosada il 10 dicembre prossimo, prima donna a farlo in Argentina per volere popolare, grazie al 43,5% dei voti e un vantaggio di oltre 20 punti sulla seconda candidata più votata, Elisa Carriò.

Alla guida della Casa Rosada, invero, c'era già stata un'altra donna, Isabelita, nel 1974, terza moglie del presidente Juan Domingo Peron ma solo perché prese il posto del marito morto.
In qualche modo dunque, anche questa volta, una leadership di coppia, quella argentina, dato che la Fernandez succederà al marito Nestor Kirchner fino al 2011.

La "primiera dama", la seconda Presidenta nella storia del paese, è stata votata dalla stragrande maggioranza dei votanti che l' hanno scelta come continuità del modello avviato dal presidente uscente, ovvero il rafforzamento del modello economico e l' impegno per una concertazione pluralista di centro sinistra sul piano politico.

Nei primi commenti gli analisti hanno rilevato che 'la vittoria di Cristina Kirchner al primo turno rappresenta il migliore degli scenari per il suo mandato presidenziale, per "le importanti decisioni che dovranno essere prese" per concretare "i sogni che mancano", a cui ha fatto allusione nel suo comizio finale giovedì scorso'.

Ma chi è la donna che indossa per l'Argentina il massimo riconoscimento sul piano nazionale ed internazionale?

Diversamente delle sue predecessore, Evita Peron, (che divenne l' emblema della sinistra, nell'immaginario di un' Argentina ancora dominata dalle classi benestanti anglofile, e un fenomeno culturale legato alla sua vicenda umana) ed Isabelita (subentrata per successione e per volere popolare), Cristina Kirchner è una donna moderna, i cui non estimatori definiscono troppo a sinistra, ribelle e femminista.

E' bella, secondo i prototipi della bellezza aggressiva e, dicono, sottoposta a trattamenti estetici. Ambiziosa cura, o meglio fa curare da esperti, la propria immagine e si circonda di consulenti politici come una statista.

Avvocato, senatrice, moglie di un ex presidente, dicono più brava e più forte di lui.
Non è certo una novizia e la sua trafila l'ha fatta esattamente come la politica richiede: consigliere provinciale, consigliere regionale, senatrice e sicuramente la collaboratrice più fidata del marito.
Certo questo l'ha anche favorita durante la campagna elettorale in cui si è esposta pochissimo. Certo Cristina non ha dovuto troppo faticare a conquistare le piazze ereditate dalla forte azione presidenziale che l'ha preceduta.
Ma anche se l'Argentina, attualmente, si presenta forte di un lungo periodo di crescita economica le sfide per la Presidenta non mancano.


I segnali indicano che dovrà affrontare una politica dei prezzi e della spesa pubblica che sta cominciando a farsi pesante fra le classi meno abbienti, la crescita strutturale di investimenti nonché i temi politica internazionale, per portare il Paese a contare ed affrontare le sfide della globalizzazione.

Ma la sfida che più attanaglia l'Argentina, è sicuramente rappresentato dalle sacche di miseria che rappresentano il 35% del paese, in particolare di alcune zone nord orientali dove ancora oggi si muore di fame, le classi più povere che hanno contribuito a consegnarle la vittoria.
Infine, la Presidenta, avrà da allontanare dal suo cammino i fantasmi della corruzione ed i pericoli di derive autoritaristiche che hanno caratterizzato il mandato precedente e accorciare le distanze con la gente.

Speriamo che il desiderio di Cristina, di passare da first lady a Presidenta, non cancelli bruscamente i desideri di chi l'ha eletta.

Dols, ottobre 2007

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