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Emma per le donne

Emma Bonino, si sa, perché tutte/i la conosciamo, non si risparmia sulle battaglie che intraprende.

Quindi se è andata ad una trasmissione televisiva di grande share come "Domenica in", ad annunciare che i primi mesi del 2008 verrà lanciata una campagna in favore delle donne e contro " i prodotti che le presentano come cretine o in modo volgare, con il telecomando per gli spettacoli in cui viene svilita o deformata l'immagine femminile", c'è da crederle.

La denominazione la dice lunga, 'Ti spengo e non ti compro'.

Afferma la Bonino: "Le donne devono far sentire che contano: con il portafoglio chiuso per i prodotti che le presentano come cretine o in modo volgare, con il telecomando per gli spettacoli in cui viene svilita o deformata l'immagine femminile". "Sarebbe interessante chiedere alle donne se sono disponibili a cambiare canale o a spegnere la tv per un anno se appare sul piccolo schermo un modello di donna volgare e senza cervello, oppure se sono pronte a rinunciare al loro prodotto abituale perché pubblicizzato da icone femminili svestite e, dunque, virtualmente ispirate all'idea di mercimonio".

Forse è illusorio pensare di coinvolgere tutte le donne in un percorso di astinenza televisiva, sia pure parziale; non fosse altro per le probabili insistenze degli altri utenti in famiglia.

Che gli uomini accettino di non guardare veline e similari, addirittura di spegnere il video, con la motivazione che danno un'immagine volgare della donna, sembra un po' utopistico e che la donna in definitiva, magari solo per il quieto vivere, lasci correre, è un' ipotesi possibile.

Comunque se una donna politica di così grandi qualità come il ministro Bonino, si assume l'onere di iniziare questa campagna per una comunicazione nuova e diversa, che dia un'immagine della donna più pertinente al cambiamento dei tempi e alle conquiste professionali ottenute, comunque più rispettosa della donna, non possiamo che stare da quella parte ed attendere con fiducia.

E' vero, come sostiene Emma Bonino, che "Il Governo vara misure, promuove iniziative, ma è la tv che può fare molto per cambiare i comportamenti" e questo non ci piace.

Perché avremmo preferito di non dover pensare all'utilità di fiction, di reality, anziché di libri scolastici, di documentari e di politiche economiche e familiari diverse, che certo sono un'altra questione.

Comunque la/e protagoniste di eventuali esposizioni mediatiche potrebbero non essere necessariamente manager o scienziate; basterebbe raccontare una storia in cui una donna (manager, scienziata o casalinga che fosse), potesse camminare in tutta sicurezza in una strada buia, che già farebbe sognare le bambine insieme alle adulte, di poter avere una vita più serena, ed insegnare ai ragazzini che si è uomini anche se non si accetta di misurarsi con la diversità di genere attraverso i muscoli, la forza o l'organo genitale.

Una campagna che non crei altri miti irraggiungibili, dunque, ma che possa toccare cuore, sentimenti e cultura.

Anche se la tentazione sarebbe, a rischio di diventare impopolare, quella di chiamare questa campagna 'ti spengo o ti rompo' .

Dols, novembre 2007

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