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Non un fatto privato

In un paese dove si fanno roghi di immondizie abbandonate, viene da pensare che non ci sia altra soluzione che compiere una rivoluzione. Si proprio quella delle masse che vanno sotto le sedi istituzionali arrabbiate e cattive, per chiedere ciò che gli spetta e per cui hanno dato mandato a vigilare ad alcuni, troppi, insipienti, furbetti, "ammanicati" uomini che hanno malgestito il loro potere e il loro ruolo.

Ma la rivoluzione non funziona se insieme alla rabbia non porta con sé anche una riflessione critica ed autocritica.

Perché quando usufruiamo dei nostri diritti e delle armi della democrazia elettiva, forse dovremmo porre maggiore attenzione a ciò che facciamo.

Certo è sempre più dura indirizzare le nostre speranze di rinnovamento e miglioramento, ma non dobbiamo dimenticare che questo paese siamo noi.

È anche il risultato di nostri comportamenti, di una cultura del "non mi riguarda", di coltivare solo il proprio orticello, gli interessi della propria famiglia.

Anche di quelli che buttano l'immondizia fuori dai cassonetti, quando ci sono, per pigrizia.

Se non riusciamo a ragionare in termini di società, di comunità, di popolo, insomma se non riusciamo a rivoluzionare dentro di noi prima, il concetto di buono e giusto, sarà sempre più difficile ottenerlo.

Le cadute.it, gennaio 2008

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