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Tutto e il contrario di tutto

Il Presidente Napolitano ha deciso di dare l'incarico al Presidente del Senato Marini per ricercare una soluzione alla crisi di governo al fine di trovare le ragioni per proporre un governo che cambi le regole elettorali.

Le dichiarazioni:

Il Presidente: "Il Paese e molti partiti chiedono riforme. Per questo motivo la mia è una scelta né rituale né dilatoria".

Marini: "Accetto ma è un impegno molto gravoso".

Il leader Udc, Casini, che aveva dato via libera allo scioglimento delle Camere, precisa: "Ascolteremo Marini" ma si è già detto d'accordo con Berlusconi per andare alle elezioni.

Berlusconi insiste: "Non ci sono margini".

Prc, Verdi, Sd: "Buona scelta così, al voto a giugno".

Questi sono i fatti ed ognuno ha dei buoni motivi per restare testardamente fermo sulle proprie posizioni.

Soprattutto Berlusconi, al quale tutti hanno spiegato, e non ce n'era bisogno, che la vittoria alle prossime elezioni gli sarà servita su un vassoio d'oro; ed allora perché dovrebbe rinunciarvi?

Inversamente e per lo stesso motivo, il Pd vorrebbe prima una nuova legge elettorale, ma anche prendere tempo per far fare alcune cose.

Tutti gli altri partiti o partitini, vogliono solo sopravvivere e, magari, portarsi a casa il più possibile.

Basti pensare alle nomine che si devono fare o alla necessità di terminare la legislatura per garantire la pensione ai deputati di prima elezione!

Insomma, nella dinamica delle scelte politiche, di fatti, nobili o meno, ce ne sono...

Ed i fatti sono delle cose dure da eliminare.

Forse è per questo che Casini, il quale ha puntato tutta la sua campagna politica nel corso di questi ultimi anni (ovvero da quando Berlusconi rischiava di restare per sempre fuori dal governo) nel sostenere che bisognava agire responsabilmente, trovare accordi, larghe intese, sistemi di collaborazione bipartisan nell'interesse esclusivo del Paese e dei cittadini, non appena si è riaperta la forte possibilità per la destra di vincere le elezioni e di tornare al governo con Berlusconi, è ridiventato il più duro oppositore della soluzione Napolitano.

Insomma i fatti, in politica, sono questi: maggioranze, convenienze, nomine, leggi ad personam ecc.

Chi non ne tiene conto è perduto ma chi non tiene testardamente fede alle proprie idee, spesso è un voltagabbana.

Le cadute.it, gennaio 2008

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