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Livia Carchella e Bruna Pietropaoli, imprenditrici, Roma

Livia Carchella e Bruna Pietropaoli, imprenditrici, Roma

Hanno dato vita al portale www.leartigiane.it, punto di riferimento per le artigiane italiane che possono esporre e vendere on-line i propri prodotti. Oltre al web, organizzano mostre in tutta Italia, fiere e corsi di artigianato in Toscana.

Come mai il portale www.leartigiane.it?

Nel momento in cui Internet è partito abbiamo pensato che, conoscendone molte, fosse l'occasione buona per dare loro la possibilità di una maggiore visibilità.

Nel '99, anno in cui avete avviato il portale, diciamo che l'e-commerce non era ancora ben avviato. Avete avuto difficoltà all'inizio oppure la proposta era, diciamo, così accattivante e interessante per cui siete partite bene?

Inizialmente abbiamo avuto facilità a raccogliere le artigiane; poi c'è stato un passaparola e successivamente abbiamo in qualche modo promosso un iniziativa attraverso un intervista mandata in onda al Gr Rai e da li è scaturita poi una valanga di richieste di artigiane che volevano essere visibili nel nostro portale. Per quanto riguarda l'e-commerce è stato piuttosto lento... e poi, invece, abbiamo vinto un premio... come migliore idea su internet. Da li è iniziata la parte della vendita. Purtroppo poco dopo, c'è stato il crollo delle torri con tutte le conseguenze note; abbiamo faticato parecchio però.

Adesso va molto bene; spesso i nostri clienti sono persone che magari hanno un'idea in testa e ce la comunicano, vorrebbero che noi trovassimo chi gliela realizza e noi troviamo l'artigiana. Questo è il concetto.

Ovvero?

Clienti che ci dicono: vorrei...ma non trovo chi mi realizza questa opera (una loro idea) e voglio chi mi procurate l'artista, l'artigiano...

Si può dire che voi avete una specie di pagine gialle delle artigiane? O a richiesta risponde...non sono le artigiane che vengono da voi a proporre?

Lavoriamo sui due versanti.

Noi ci siamo offerte al pubblico internet come commerce per vendere prodotti artigianali, con un carrello completo, carta di credito, contrassegno tutto è predisposto per la vendita.

Da un lato le artigiane si sono messe in contatto con noi per essere tra le espositrici e noi facciamo quindi da tramite; ci chiedono di esporre con noi o supportarle nelle mostre.

Dall'altro il cliente cerca da noi il prodotto finito ma sanno che abbiamo questa squadra di artigiane che può fare altro e che, oltre ad essere numerosa come "le pagine gialle", le conosciamo personalemente. Abbiamo i nostri criteri di selezione quindi al di la della zona che ci serve sappiamo anche coloro che sono brave nello specifico o in grado di fare una determinata.

Aavete avuto anche richieste anche da artigiani? Li avete accolti oppure avete fatto una selezione...

Nel portale non ci sono; alle mostre si perché spesso lavoravano molto bene. La nostra non è stata una scelta ideologica perché siamo femministe, questo no, ma dettata dal fatto che le donne hanno più bisogno di questo supporto mentre l'uomo artigiano si difende meglio.

Le donne hanno forse maggiore fantasia? Maggiore inventiva?

No, abbiamo incontrato uomini molto validi in questi anni

Le donne hanno maggiore difficoltà ad essere imprenditrici di se stesse anche per questioni familiari. Già di per sé il lavoro dell'artigiano è faticoso, scarsamente remunerativo; ma la donna avrebbe sia la capacità che l'intraprendenza di viaggiare, promuoversi però poi non riescono per i problemi che conosciamo... figli... marito anzi, spesso è il marito a bloccarle.

Abbiamo avuto svariate volte artigiane che avrebbero voluto partecipare a corsi che organizzavano in Toscana, a mostre ripetute ma ci hanno detto che poi il marito..., una è arrivata in lacrime perché non le teneva la figlia, per una cosa che avveniva di sera e in avrebbe avuto sicuramente un successo autopromozionale, oltre che di rendimento economico.

Queste artigiane sono donne che lavorano regolarmente in proprio oppure lavorano solo in occasione di queste mostre, è un lavoro precario?

Per la maggior parte è il loro lavoro. Alcune sono costrette a tenersi altri lavori perché non ce la fanno; abbiamo un orafa bravissima che ha vinto ora un concorso. Sono costrette a barcamenarsi tra lavoro e laboratori che sono regolarmente allestiti con partita iva. Però, come dicevamo, sono spesso costrette a trovarsi un impiego per avere una garanzia.

Sono capitate anche donne che lo facevano per passione o per diletto, ma in alcuni casi, per esempio un divorzio, quello diventa un lavoro; ciò che prima si faceva...(la ceramista o la decoratrice...) come cosa personale lo fanno diventare un lavoro. Viceversa, a volte, ci sono quelle che il lavoro ce l'hanno e iniziano a fare le artigiane per passione, e appena vedono diventa un attività remunerativa mollano il lavoro.

Che percorso d'istruzione hanno avuto?

Una di loro p.es. è archeologa, laureata in lettere e adesso fa l'artigiana. Sta in Toscana ed insegna la sua tecnica della tintura su stoffa in corsi in inglese perché conosce 4 lingue.

La maggior parte escono fuori dalle scuole di formazione dell'artigianato, accademia, studi d'arte... una di loro è stata stilista di Sarli...

Queste mostre come sono organizzate?

Chiariamo che non si tratta di qualcosa di simile ad un mercatino. Ci sono costi e le persone che si mettono in gioco sia sul sito www.artigiane.it , sia in uno showroom mensile tutto l'anno cambiando citta'. Questo anno abbiamo appunto l'esposizione "Fuori dal coro", allo spazio Etoile a Roma, in varie date.

Diciamo che chi volesse acquistare questi prodotti ha la certezza ogni mese di trovarle nello spazio.Scegliamo piccolissime imprese, prodotti di nicchia che non possono sostenere una grande produzione; una sola persona che pensa, che produce e che espone quindi si tratta di pezzi limitatissimi e perciò la nostra formula è di portarli in un posto di prestigio. Lavoriamo con artigiane che vengono da tutte le parti d'Italia (Lecce, Pavia ecc.).

Le spese chi le sostiene?

Ognuna le sue. Noi lavoriamo come una società di servizi e quindi affittiamo lo spazio, promuoviamo l'evento, realizziamo i cataloghi, i biglietti promozionali poi, per chi ce lo chiede, cerchiamo gli alloggi e parcheggi a pagamento.

Troviamo anche alcune sponsorizzazioni, come nel caso di Roma, per cui abbiamo ricevuto un contributo dalla Regione Lazio e dalla Provincia.

Non per buttarla sempre in politica, ma, rispetto alle istituzione al femminile che ci sono che sono interessate al lavoro delle donne, avete mai avuto contatti?

No. Ci ha cercato la Cna per invitarci ad un convegno ma...era il periodo in cui internet volava, avevamo vinto un premio come migliore idea su internet, eravamo diventate una testimonianza...

Quale è la regione che ha risposto meglio alle vostre iniziative?

Non abbiamo una statistica così ampia.

Diciamo allora, quale ha mostrato maggiore interesse all'iniziativa sia rispetto alle mostre sia rispetto al portale.

Indubbiamente il Nord ma anche in Sardegna dove, oltre ad avere Tiscali, gli isolani apprezzano queste tecnologie perché per loro è un modo in più per avvicinarsi al continente; poi al Sud la Sicilia, Puglia e Campania.

Nella vostra lista d'artigiane da un punto di vista numerico quali sono le più significative?

La zona del leccese è ricchissima di artigianato di cartapesta mentre dalla Campania abbiamo avuto ceramiste; diciamo che il Sud tiene sulle cose più tradizionali ma il Nord si pone in modo più dinamico, ad es. partecipano con brochure perfette, si propongono in modo più professionale mentre a livello artistico sono a parità.

Si orientano più verso le cose di casa o verso oggettistica e accessori per donne?

Quelle che fanno oggettistica e pezzi importanti ( ceramiste, cartapesta) fanno anche l'oggetto futile perché lo vendono meglio.

Quante persone stimate che siano venuti alla mostra all'Eoile?

Contiamo un afflusso di 30.000persone.

Passiamo alle manager: un pizzico di curiosità per le nostre utenti che desiderano conoscere le persone per ciò che fanno ma anche per ciò che sono. Prima di questo lavoro avevate un altro tipo di impegno o vi siete orientate in questa direzione con un pizzico di fantasia, creatività e innovazione? Non era una cosa studiata fin dall'inizio ma una cosa che vi è venuta in mente visti i tempi, visto internet...?

Lavoravamo prima; siamo tutte e due laureate in psicologia ed economia e commercio; poi in un' agenzia di pubblicità, poi abbiamo smesso per questioni familiari ... figli piccoli...

Tutte uguali...?

In effetti dopo la prima attività abbiamo cresciuto i figli... appena grandi abbiamo pensato che era il caso di rimettersi in pista però non con l'idea di fare sul serio. Quando abbiamo iniziato, il portale internet rivolto alle artigiane, la vendita on-line, ci siamo impegnate e abbiamo investito dei soldi.

Abbiamo fatto la società. Quindi non la cosa casuale, non ci siamo messe a giocare e poi è diventata un lavoro, forse lo hanno pensato gli altri... noi invece ci siamo subito "buttate" . Un inizio entusiasmante poi con l' 11 settembre, tutto è andato più lento; dovevamo resistere, è stato ancora più faticoso dell'inizio ma dopo, per fortuna...

E' andata benissimo!

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