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Cara signora Mussolini ... di Gianna Schelotto, l'Unità, 6 febbraio 1992

Cara Alessandra,

mi ha fatto piacere davvero. apprendere che anche lei andrà forse a ingrossare l'esiguo numero di donne al Parlamento. Se si afferma e si rinforza, anche in un partito come il suo, il principio che il mondo è fatto di uomini e di donne e che gli uni e gli altri devono essere proporzionalmente rappresentati è segno che realmente le lotte femminili hanno avuto un senso ed un, ancorché minimo, risultato.

Ho trovato divertente la sua affermazione che provenendo dal mondo dello spettacolo pensa di aver acquisito l'esperienza sufficiente per affrontare anche il mondo de1Ia politica.

Com'è,com'èvero! Mi consenta però, nella mia veste di ex deputata e di quasi ex senatrice, di riferirle alcune brevi considerazioni nate dalla lettura della sua intervista ad un grande quotidiano.

La sua Candidatura viene definita un' operazione nostalgia e qui mi sono sorti i primi dubbi. A che genere di nostalgia si riferisce? Se si tratta delle memorie intimistiche e sentimentali di una giovane donna che ripensa ai racconti della sua infanzia, nulla le si può contestare. Un nonno non lo si nega a nessuno. Anch'io ho un ricordo quasi magico del mio: era alto e solenne e ancora ho negli occhi il gesto deciso e perentorio con cui si chiudeva addosso l'ampio mantello a ruota. Ma, non mi è mai venuto in mente di fare di quel mio avo, pur amato e presente, un richiamo "elettorale".

Come dire? Il nonno è mio e me lo rimpiango io. E' pur vero che il suo era un uomo pubblico - Dio sa quanto pubblico - mentre il mio era strettamente personale. Ma mi viene da pensare - mi perdoni per questo pensiero bambino- che il mio nonno era meglio del suo. E per giunta sono convinta che sono in molti per fortuna a pensare che di nonni come il proprio non ce ne sono poi tanti.

Non così per la zia. In quello decisamente mi batte, e non me soltanto. Devo ammettere che Sofia Scicolone, in arte Loren,è di molto. ma di molto meglio della zia Marietta. Io al suo posto, se proprio avessi bisogno di supporti familiari, farei di tutto per ricordare agli elettori la zia Sofia che tante gioie artistiche ha dato agli italiani, e lascerei il nonno Benito nelle pieghe nascoste dei racconti sentiti nell'infanzia che come è noto trasfigura e mitizza tutto.

Ma c'è ancora qualcosa su cui vorrei richiamare la sua attenzione ed è che, in generale le donne, soprattutto quelle che vogliono entrare nelle istituzioni per cambiarle, non si possono permettere il lusso della nostalgia. La nostalgia li nutre dell'idea che c'è stato un mondo migliore di quello presente e che a quel mondo sarebbe bello ritornare. Mi creda, cara Alessandra. nessun ritorno a quei tempi sarebbe auspicabile per le donne. Nemmeno per quelle fasciste. Quando c'era -lui- gli uomini e le donne di questo paese non se la passavano tanto bene. Ma questo lei non lo ricorda e se lo legge sui libri di storia dice che sono "storture". Non vorrà negare, però, che suo . nonno certo non avrebbe permesso alle signore. forse nemmeno a quelle di casa sua, di occupare un posto in Parlamento. E, se la memoria non mi inganna, non avrebbe nemmeno permesso che ci fosse un vero Parlamento. Sia cauta, Alessandra, con la rivalutazione di nonno Benito. Lo faccia, se vuole nel segreto del suo cuore. ma per il resto ricordi che, come dice il filosofo, "chi non ricorda il passato è destinato a riviverlo". A me non piacerebbe per niente e a lei?

Commento di Marta Ajò

In questa campagna elettorale, fra le donne della destra, si è aperto un contenzioso, su chi sia "più di destra"... Questo ironico e salace articolo, sicuramente aiuta a capire qualche cosa in più almeno della candidata Mussolini (nascosta sotto le ali protettive di Berlusconi) che già nel '92 si distingueva in modo evidente...

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