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Quattro su 21 ( col resto di zero)

Fumata bianca per la nuova squadra di governo.
I dati scarni:
le donne restano ancora meno di un quinto dei ministri. Delle quattro neo-nominate su 21, due hanno ministeri con portafoglio, e sono Stefania Prestigiacomo all´Ambiente e Mariastella Gelmini all´Istruzione, mentre le altre,Giorgia Meloni e Mara Carfagna, si devono accontentare di ministeri meno "pesanti".

Mai come in queste elezioni e nella formazione di un nuovo governo il tema della presenza femminile è stata così discussa e così attesa. Ecco alcuni dei perché:
- la richiesta avanzata dalle donne per una rappresentanza equa e significativa all'interno delle istituzioni era un tema già dibattuto da moltissime legislature;
- la composizione ultima del governo spagnolo, che ha messo nei posti chiave del governo 9 donne e 8 uomini, ha segnato un cambiamento forte a livello europeo;
- le direttive comunitarie in tale senso sono ormai molto avanzate rispetto ai comportamenti del nostro paese;
- nell' ultima campagna elettorale, tutte le forze politiche hanno voluto dimostrare un forte segnale di cambiamento in questa direzione, inserendo una percentuale più alta di candidate nelle liste.

Inevitabile per il nuovo governo dare un seguito per dimostrare che quell'indicazione non era solo una mera strumentalizzazione ma un'ipotesi in cui credeva veramente.
Ma i conti non sono tornati comunque e "l'idea maliziosa" che volesse solo cogliere la forza della domanda e dell'offerta dell'elettorato femminile resta.

Ma, davanti ad un esecutivo il cui numero di ministeri è stato ridotto, anche la percentuale di donne non poteva che essere ridotta, secondo un'equazione più maschile che non si può:
"Se ho 4 donne brave, 4 posti e 4 uomini, quanti uomini e quante donne vanno al governo? 1 donna e tre uomini; 3 donne restano fuori e un solo uomo", niente di più o meno di uno di quei problemini che tutte/i abbiamo fatto da piccole/i. La differenza però è il risultato, perché avremmo dovuto ottenere due donne+due uomini, ma si sa, che la matematica non è un opinione e la politca si.

Comunque sia, non si può fare altro che accontentarsi, visto che fino a che rimane in vigore questa legge elettorale non possiamo scegliere i candidati né tanto meno chi mandare a rappresentarci.

Ma non ci piacciono le boutade del Telegraph, che ammicca al fatto che la prossima responsabile del dicastero per le pari opportunità sia una certa Mara Carfagna, meglio conosciuta come valletta e protagonista di calendari osé; neanche ricordare gli ammiccamenti del premier italiano sempre a lei indirizzati; né che abbia partecipato a concorsi di bellezza.

In fondo anche Carla Bruni, ora appellata premiére dame, prima non era che una delle tante modelle. Dunque?
E se Mara Carfagna, avesse studiato la storia delle donne? Se avesse seguito le politiche di genere? Magari nel frattempo è diventata un esperta di tutto riguardo!
Perché siamo così infingarde/i da volerle le donne e poi criticarle?
Aspettiamo di vedere cosa proporrà questo ministro, come per tutti gli altri.

Infine, come ha detto il presidente Berlusconi, questo governo, a parte lui ovviamente, ha fatto largo ai giovani (tranne quelli a cui proprio non poteva dire di no, immaginiamo...) e alle donne e non si può che esserne contente/i.

Per questa volta, ancora una volta, vogliamo essere fiduciose/i nell'impegno delle donne; vuoi anche perché devono dimostrare che non sono solo "belle figliole", vuoi perché crediamo fermamente, come abbiamo sempre sostenuto, nella migliore capacità di gestione della cosa pubblica in un'ottica di genere.

Dols, maggio 2008

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