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Né first lady né sindachessa, solo Isabella

E' arrivato il tempo della pacatezza; quello che segue le campagne elettorali e che ancora non fa il bilancio della legislatura in corso. Insomma la magia di non dover brandire la spada né lanciare invettive. In questo contesto di riappacificazione, le elettrici non possono che saltare amichevolmente sul cavallo delle vincitrici, salvo aiutarle a restare nel giusto equilibrio, sperando che un eccesso di orgoglio non procuri loro del male.

Fra le protagoniste di questa tornata elettorale, vogliamo parlare invece di Isabella Rauti che non è stata candidata ma che è stata trattata ugualmente come una protagonista di questa tornata politica, a nostro avviso, non nel giusto modo, piuttosto cercando di trascinarla in una ridicola e vipparola immagine di "sindachessa o first lady" romana.

Isabella invece, è una donna di tutto rispetto, con una storia personale e politica che non ha necessità di illuminarsi di luce riflessa, né paterna né maritale.

Sarebbe ora che il genere si limitasse ad essere considerato tale solo geneticamente e non invadesse la sfera dell'intelligenza, della preparazione personale di un individuo (donna).

Di lei è stato scritto tutto; ma la sua storia familiare, personale, politica e affettiva è stata sempre descritta con quel pizzico di malizia che a lei non sta bene.

Il suo vissuto familiare ha avuto la stessa intensità e lo stesso peso di altre storie in versanti opposti. La sua crescita intellettuale è stata plasmata all'interno di un area culturale di origine tanto quanto può esserlo stato per una ragazza di sinistra; ha trovato l'amore in un ambito di frequentazione a lei congenito e conosciuto, come può esserlo stato per molte altre donne di altra appartenenza.

Insomma una vita coerente con l'habitat originale, ma con un bel valore personale, stavolta si, di genere, che l'ha resa una delle donne emergenti in politica tra le più apprezzate, sia a destra che a sinistra.

Oltre al suo curriculum personale (che grazie ad internet ciascuno può andare a vedere) quello che piace evidenziare è invece il suo impegno per le donne, come consigliera di parità, collaboratrice per le pari opportunità, per i libri e le cose che ha scritto, per le sue idee sempre concrete ma innovative; insomma una donna con cui ci piace confrontarsi.

In molte l'avremmo apprezzata come ministro per le pari opportunità, ma in politica le regole non consentono di scegliersi i propri rappresentanti, e non vogliamo neanche essere sgarbate con il nuovo ministro Carfagna, già alle prese con difficoltà ben visibili; solo che ancora non la conosciamo! Non ce ne voglia, siamo pronte ad esserle vicine!

Insomma, per dirla francamente, crediamo che Isabella non abbia bisogno di illuminarsi come "sindachessa", ma piuttosto pensiamo che sarebbe un grande valore aggiunto, per i cittadini/e romani, se svolgesse il suo ruolo come consigliera su questi temi. Non si può certo dire che sarebbe scelta per parentela...

Una donna, infine che sentiamo come la vicina di banco, quella davanti alla scuola, quella che corre per i mille impegni intricati tra casa-famiglia-lavoro e contemporaneamente collega, amica del nostro credere femminile per una società migliore; una senza bisogno di titoli aggiuntivi, per l'appunto Isabella.

Dols, maggio 2008

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