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Storie di basso profilo

E' fastidioso, veramente fastidioso per chi è interessato alla soluzione dei problemi del proprio paese, ai propri, a quelli di ogni categoria e appartenenza; è fastidioso per le famiglie, per i giovani, per gli anziani, i pensionati; è irrispettoso per i bambini, per i malati, per i portatori di handicap, per gli immigrati che lavorano da noi; è noioso, veramente noioso per chi legge i giornali, per i fruitori di internet e di tv ed è scandaloso, veramente scandaloso che al centro del dibattito politico vi siano notizie "gossippare, di intercettazioni "erotiche (vere? presunte?) che fanno di questa estate politica, la peggiore da molti anni.

Di cose importanti ce ne sarebbero molte di più. Il lavoro, la salute, l'ambiente, l'economia, i diritti, la sicurezza (quella vera no quella ad personam), istruzione, e chi più ne ha più ne metta.

Notizie internazionali che fanno riflettere e che rendono il futuro di ognuno direttamente o indirettamente interdipendente.
Invece noi ci occupiamo di televisione, di viagra, di malcostume, di truffe e, chicca finale, di donne.

E magari si parlasse di donne per ragionare sui loro problemi, che, nonostante quelle che riescono a realizzare la teoria di "Pretty woman, a fare comparsate e calendari estivi, sono sempre tanti e troppi.

A parte il caso di Ingrid Betancourt (ma c'è già qualcuno/a che mette in dubbio i suoi racconti e i suoi comportamenti), che si è risolto positivamente dopo anni e giorni di attesa e di apprensione per la sua sorte; a parte tutte le morte ammazzate (guarda caso sempre o quasi uccise da uomini); a parte tutte le abusate, rinchiuse o violentate; a parte l'ascendente che Carla Bruni avrebbe sul marito presidente di Francia e a parte tutte le mogli-amanti-amiche dei potenti della terra e dell'imbroglio, passate o future non importa, quello che in Italia tiene in alto il vessillo delle femminilità è la storia che vedrebbe coinvolta un donna con alta carica istituzionale: il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna.

Amaro destino per lei e per le donne che speravano in un nuovo governo più aperto alla loro rappresentanza., più qualificato e più vicino alla cultura di parità.

Però cerchiamo di ragionare.
Abbiamo chiesto una maggiore rappresentanza al governo e le forze politiche hanno cercato di dare le loro risposte.
Oggi come oggi, non credo debba interessare se la destra o la sinistra ha fatto di più o meglio.
Non appaiono vistose differenze nella logica di spartizione di poltrone; è sempre la stessa: poche donne; prevalentemente nei ministeri senza portafoglio; in attesa di deleghe che ancora non arrivano; poi i posticini restanti che non danno troppo fastidio.

Sia nel governo in carica, sia "nell'ombra'' del governo ombra.

In questa kermesse la "vicenda Carfagna (la vogliamo chiamare così?) non è che una delle tante notizie fastidiose che ci tediano in questa calda estate del 2008.

Perché poi a noi che cosa importa il privato delle persone? Pensiamo forse che tutti gli "altri che non finiscono sui giornali in modo così sfacciato non ne abbiano di pietre da tirare? Che non ne abbiano combinate di qualcuna? Quante storie si sentono in sordina, accennate, velate, sussurrate...e si sa la calunnia è un venticello...

Ma quando il venticello si trasforma in kermesse mediatica, che fastidio, che offesa alle intelligenze, che scarso senso e scarso valore della vita, delle vite.

E se il ministro Carfagna ha avuto una liaison con il premier, non sarà né la prima né l'ultima.

A Nilde Jotti nessuno si sarebbe permesso di dire che era sta una rovina famiglie, un'amante, una concubina, perché poi è diventata la moglie, embhè? Che cambia? Che ci frega? La Jotti è stata una che la sua storia se l'è fatta da sola prima, fin da ragazzina e dopo, magari, sarà pure stata valorizzata però il suo mestiere lo conosceva bene.

O magari vogliamo ritornare addirittura alla Kuliscioff per dire che, beh, Turati e Costa non sono stati che due dei suoi uomini? Vorremmo insinuare che era una raccomandata?

Non possiamo fare il calendario di tutte le donne che hanno avuto storie personali similari ma diciamo pure che, gli uomini, sia amici-amanti-mariti, le donne di solito li trovano, dopo la scuola, nel posto di lavoro, nei luoghi delle reciproche culture, nei luoghi di culto; insomma saremmo tutte/i colpevoli di qualche connivenza?

Certo il discorso cambia se pensiamo che una donna, come un uomo d'altronde, decidesse di percorrere il cammino della politica come meta di arrivo alle proprie ambizioni e che per ottenere questo facesse uso in modo mercificatorio delle proprie grazie. Ma altrettanto vergognoso sarebbe colui che di queste grazie ne facesse uso e commercio. "Io ti do na'cosa a te, tu mi dai na' cosa a me''.
Questa è la parte che non ci piace.

Perché se fosse così (ma ormai sono solo supposizioni visto che sulle intercettazioni è calato il riserbo) non ci piacerebbe neanche un po'; perché anche se i fatti privati restano tali, sapere che chi dovrebbe rappresentare la parte migliore dell'emancipazione femminile si fosse avvalsa dei metodi più deleteri che hanno reso sempre la donna schiava della mentalità, della cultura e della politica maschile ci offenderebbe.
Come dovrebbe offendere la maggior parte dei cittadini pensare che la maggiore istituzione politica dopo il Presidente della Repubblica, facesse uso del proprio potere per tali scambi.

Nel merito del ministro Carfagna dobbiamo dire comunque che, anche se è stata sconosciuta fino ad oggi al mondo delle politiche e delle associazioni femminili, abbiamo pur sempre affermato che se le donne non vengono messe alla prova non potranno mai dimostrare quanto valgono.

Questo vale per lei come per la giovane Madia (eletta alla Camera nelle liste del Pd) e molte altre. Quindi aspettiamo i fatti, perché il tempo onora sempre i suoi impegni.

Se poi, dopo aver dimostrato di essere stata un buon ministro, le tornasse la voglia di rimettersi in gioco nel mondo dello spettacolo, sarebbe pur sempre in compagnia di chi ha fatto un percorso all'inverso e che da austera Presidente della Camera dei deputati ha trovato un suo spazio anche ballando discinta in tv, insomma niente di meno che Irene Pivetti, che diamine!

Dols, luglio 2008

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