• facebook

Home » La memoria » Scritti d'Archivio » La forza delle donne per cambiare la società, di Maria Rita Parsi, INFO, 15 ottobre 2000 » Per dare voce alla ricchezza delle diversità, di Paola Cacianti, Avanti, 13 settembre 1990
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Per dare voce alla ricchezza delle diversità, di Paola Cacianti, Avanti, 13 settembre 1990

A Livorno dal 14 al 23 lo seconda Festa del Garofano Rosa

La riflessione dei socialisti sullo scarto tra la lentezza dela politica e la velocità dei cambiamenti sociali è da tempo Jl presupposto Su cui si basano elaborazioni, proposte, programmi, azioni concrete: l'attenzione ai grandi temi istituzionali, la volontà di affrontare alla radice problemi "nuovi" e diventati subito "cronici" come la droga e - più recentemente -la revisione della legge Basaglia sui manicomi, il ripensamento del Welfare State, la costruzione di una società paritaria per uomini e donne, l'estensione di diritti di cittadinanza per chi è più debole e più povero, come gli immigrati, sono solo alcune delle domande che i socialisti si sono da lungo tempo posti e che la società rilancia alla politica, aspettandosi una risposta rapida, concreta, pensata in termini di uguaglianza e di giustizia sociale.

E quanto sia urgente che la politica riscopra una certa "fretta" è il suggerimento che emerge con forza dai risultati di un sondaggio che l'Ufficio politiche Femminili del Psi ha commissionato alla Makno per orientarsi a capire "Le donne degli anni '90 e ciò che chiedono alla politica".

A vendo a disposizione una sola parola la risposta sarebbe "concretezza" come ha commentato Ugo Intini che, con la responsabile femminile Alma Cappiello e con il vicesegretario Giuliano Amato hanno presentato alla stampa il programma della seconda Festa Nazionale del Garofano Rosa.

La ricerca sarà presentata completa lunedì 17 alle ore 21, ma sull'anticipazione che ne è stata data ieri si possono fare una serie di considerazioni: il modo di pensare delle donne da vent'anni ad oggi è radicalmente cambiato: se prima il modello femminile si caratterizzava per la sua aderenza ai tradizionali stereotipi familistici, come trovare un marito, avere figli, sentirsi protetta, avere una casa pulita; oggi è la donna lavoratrice il punto di riferimento di tutte le altre, una donna che ha indipendenza economica, autonomia nel modo di pensare, che vuole istruzione, vita sociale, carriera nel lavoro.

L'attenzione si focalizza sulla qualità della vita individuale: accanto ai valori tradizionali, come la salute, la speranza di una vita tranquilla, l'esigenza di un maggior benessere per la famiglia, emerge per esempio la tendenza a concepire come un valore in sé l'essere informate ed aggiornate.

Questa nuova donna, sceglie molto più autonomamente che nel passato il partito politico cui dare il suo voto e da questo pretende innanzitutto la soluzione dei problemi della.disoccupazione, dell'assistenza sanitaria, della tossicodipendenza, della delinquenza, dell'ambiente, delle pensioni, dell'immigrazione e del razzismo, In percentuali che vanno a una risposta del 50% sulla prima questione al Il % dell'ultima.

Ma le donne socialiste (insieme agli uomini socialisti, anzi "insieme" è, accanto ad altre frasi portanti, la parola chiave di questo secondo Garofano Rosa) mentre interrogano l'universo delle elettrici femminili che risposte, che confronti propongono?

Intanto una risposta a una giusta "provocazione" di Giuliano Amato. Intini commentando il programma della Festa, notava positivamente che "donne che fanno politica si occupano, con la stessa attenzione, di temi e problemi che non hanno immediatamente a che fare con la politica, e vanno nel senso richiesto dalla maggioranza delle donne, e non solo delle donne, dell'abbandono del "politichese" per il superamento della distanza tra società e politica".

E Amato aveva rafforzato il concetto invitando le donne socialiste "in politica" a parlare "il linguaggio di tutte le altre" di quelle che la politica non l'hanno mai fatta.

Basta dare un'occhiata al lunghissimo programma (da venerdì 14 a domenica 23 settembre) del Garofano Rosa (pubblicato sul l' Avanti! di domenica 9) per notare, senza trionfalismi, che il "politichese" non sembra essere il linguaggio privilegiato e che i tentativi di approdare ad una politica propositi va, di concretezza sono invece moltissimi, che l'attenzione è spostata sul costume, i comportamenti, gli stili di vita, i pensieri, magari i sogni delle donne, siano esse giovani o anziane, in carriera o disoccupate, intellettuali o amministratrici a contatto con gli ordinari problemi di quotidiana gestione della cosa pubblica.

L'attenzione all'individualità sfiora la psicologia, la riflessione sulla famiglia, anzi "le famiglie" che la società più moderna e "più ricca di diversità" propone, si sposta sulla "trasparenza" di queste istituzioni, da tutti a parole difesa ed amata, ma per la cui tutela, anzi per la tutela e la libertà dei suoi singoli componenti, poco o niente si fa. Credere in una istituzione significa anche rendere armonica la sua crescita e la sua esistenza al mutare dei tempi, delle esigenze e dei sentimenti; ed è proprio di questo che si discuterà, al Garofano Rosa. Legato alla famiglia c'è il ripensamento del Welfare State per evitare gli sprechi di una concezione meramente egualitaria dello Stato Sociale.

Spazio infine anche all'elemento ludico-spettacolare, di grande qualità, organizzato dalla poliedrica Lella Golfo di "Buongiorno Primavera". La qualità rispetto all'altro anno è più varia, interessante, omogenea. Nei temi proposti nei dibattiti e nelle modalità dello "stare insieme" le donne socialiste sembrano aver adottato intelligentemente quella "fretta" che serve alla politica per rapportarsi più concretamente con la società.

Commento di Marta Ajò

Paola Cacianti, giornalista del quotidiano Avanti, organo di stampa del partito socialista, ha sempre raccontato con cura ciò che avveniva all'interno di quel partito nelle politiche al femminile e delle azioni portate avanti dalle sue dirigenti. In questo caso fa riferimento alla festa nazionale delle donne socialiste "Festa del Garofano Rosa", nel quale si confrontavano le opinioni di molte/i altri rappresentanti delle forze politiche, del mondo economico, del sindacato e dell'associazionismo. Di rilievo, per la loro anticipazione e la loro modernità, i temi in discussione nel programma di questa festa che rimangono a tuttoggi validi.

Chiedi informazioni Stampa la pagina