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'Lasciateci provare...'

"Lasciateci provare..."

Questa era la risposta più ovvia che le donne potessero dare a tutti coloro che da sempre si sono opposti (nei modi e nei luoghi più diversi) al raggiungimento di un' effettiva parità dei ruoli tra uomo e donna.

Già perché questa era ed è sempre stata la sfida implicita: a pari occasioni può la donna rendere quanto o più di un uomo?

Le donne hanno sempre risposto si:"lasciateci provare".

Ebbene il 2008 non fa che confermare questa inarrestabile ed incontrovertibile realtà che per sfida potremmo definire, usando ironicamente uno slogan usato (e abusato): "yes, we can".

Ed ogni donna che si è battuta, in questo 2008 (solo per definire una data ristretta), sì è guadagnata sul campo il proprio ruolo dimostrando di saper combattere e vincere come qualsiasi persona a prescindere dal genere.

In politica, uno dei settori più difficile per raggiungere un ruolo significativo, il caso più emblematico è stata la campagna per la Casa Bianca che Hillary Clinton ha condotto senza risparmio.

E sulla sua candidatura l'America si è davvero spaccata; è stata sconfitta ma ha combattuto con durezza, con competenza dimostrando una capacità di aggregazione di cui Obama ha tenuto conto tanto da volerla nell'incarico di Segretario di Stato.

Inoltre il nuovo 'dream team' scelto da Obama è composto da uomini e soprattutto donne alle quali è stato riconosciuta una competenza a coprire incarichi di grandissimo prestigio nell'affrontare la crisi economica, il terrorismo e la ridefinizione del il ruolo dell'America nel mondo

In Spagna, nel governo di Zapatero, le donne nel governo sono nove, rispetto ad otto ministri uomini.

Anche in Francia le donne hanno ruoli significativi nel governo ed anche quando non tutte le ciambelle riescono con il buco, come nel caso di Rachida Dati, si deve riconoscerle comunque una capacità di tenuta rispetto ad una difficile e discussa gravidanza; può anche darsi che questa sia l'arma utile per farla fuori dall'incarico di governo, e questo la rende molto simile a tante altre donne, ma forse anche lei qualche errore lo avrà pure commesso; non bisogna essere parziali.

La Kirckner in Argentina, che pur eccedendo in eleganza, in esibizione di ruolo e ricchezza, riveste comunque il ruolo di presidente di un paese le cui redini sono spesso troppo lunghe ed imbrigliate o ancora la cancelliera tedesca Merkel o Tzipi Livni in Isarele.

Nel mondo ce ne sono ancora molte altre, pensiamo all'Irlanda, alla Lettonia, Finlandia, Nuova Zelanda, ed alcune meno conosciute.

Ed ancora, nel nostro Paese fra le donne di governo, alcune hanno dovuto subire non solo disaccordi politici, che fanno parte del ruolo, ma anche campagne mediatiche volgari e goliardiche.

Purtroppo alcune donne in questo anno hanno pagato un prezzo troppo alto, quale è quello della vita, al proprio impegno, come Benazir Bhutto o Anna Politskovaja, ma l'elenco purtroppo è molto più lungo; quelle che hanno pagato con la propria libertà, come Aung Sun Kyi in Birmania, o Ingrid Betancourt, solo per fare nomi conosciuti.

Ma le donne del 2008, si sono fatte riconoscere anche in circostanze diverse.

In primo piano, inevitabilmente, la moglie del presidente americano, Michelle Robinson Obama, che ha già dimostrato la propria capacità di 'supporter' del marito, ma anche la stessa ex first lady Barbara Bush, che esce dal silenzio di cui sembrava circondata per dichiarare la propria volontà di proseguire le sue battaglie sociali e per i diritti anche dopo la partenza dalla Casa Bianca.

Anche la premiere dame di Francia, che è stata una modella dalle abitudini abbastanza "discutibili", nell'attuale veste sta sicuramente cercando di avere un ruolo che metta alla prova la sua intelligenza; certamente non vuole restare in ombra del marito.

Così come molte altre donne hanno scelto di fare: Ranja di Giordania o le mogli di altri presidenti di paesi come il Marocco, la Siria o l'Egitto.

Non più dunque viventi di luce solo riflessa ma donne che supportano i propri uomini con intelligenza e sensibilità.

Anche in Italia , la moglie del premier, Veronica Lario, è riuscita a svolgere un "gran ruolo" nel non volerne svolgere alcuno.

Quanta disparità tra l'intelligente quiete dell'una rispetto gli eccessi del consorte!

Ed infine, non ultime, tutte le donne che in quest'anno hanno lottato per la propria libertà, per non essere schiave di pregiudizi e di repressioni, che piangono i loro morti in guerra atroci di cui non si raggiunge la fine; tutte le donne i cui volti compaiono nelle foto dei reportage o non compaiono mai nella loro disperata solitudine; tutte quelle che donne che dedicano il proprio sapere a nobili cause senza che alcuno ne sia a conoscenza né dia riconoscenza ed infine, tutte quelle che con il loro lavoro giornaliero partecipano alla costruzione di un nuovo mondo.

Dols, 23 dicembre 2008

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