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Offesa alla suocera

Puo' costar caro offendere la suocera. Infatti apostrofarla con delle volgarità davanti alla moglie è un'ingiuria a tutti gli effetti anche in sua assenza. Non solo. Chi ha proferito le offese dovrà inoltre risarcire il partner dei danni.

Lo ha sancito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 35874 di ieri, ha confermato la condanna per ingiuria e lesioni volontarie, in danno della moglie, nei confronti di un 56enne romano che in una violenta discussione aveva apostrofato la suocera con pesanti volgarità.

In particolare la quinta sezione penale ha chiarito che "per quanto gli epiteti e le volgari espressioni di disprezzo pronunciate dall'uomo nel rivolgersi alla moglie si riferissero alla suocera, non vi è dubbio che vi sia derivata una lesione del decoro della stessa interlocutrice: il che inevitabilmente accade quando sussiste uno stretto legame parentale tra la persona alla quale le espressioni offensive sono comunicate e quella destinataria delle offese, traducendoci tale condotta in una mancanza di rispetto".

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