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2 settembre 2009 - Risarcimento al marito

La Cassazione dà il via libera a risarcire i mariti che non possono più avere rapporti con la moglie a causa di un intervento chirurgico andato male. Insomma, il medico - sentenza n. 19092 del 2 settembre 2009 - è responsabile non soltanto verso il paziente ma anche verso chi, di riflesso, è stato danneggiato.

Il problema del danno alla vita sessuale, negli ultimi anni, ha ricevuto particolare attenzione da giuristi e giudici soprattutto quando, come in questo caso, si parla di danno indiretto perché riguardante il coniuge o il compagno. Fu uno dei primi esempi che la dottrina fece per rappresentare l'ormai tramontato (almeno come nomenclatura) danno esistenziale.

È quindi interessante il fatto, al di là delle affermazioni del Collegio di legittimità, peraltro molto laconiche in questa sentenza, che gli interpreti lo abbiano nuovamente riconosciuto.

Soltanto due anni fa i Consiglieri del Palazzaccio hanno inaugurato un filone giurisprudenziale molto apprezzato e, dando pieno ingresso al danno alla vita sessuale nell'olimpo dei diritti fondamentali della persona, hanno affermato che "in tema di danni alla persona, la perdita o la compromissione, anche soltanto psichica, della sessualità - il cui diritto rientra tra i diritti inviolabili della persona (art. 2 Cost.) -, oltre che componente del danno biologico, costituisce di per sè danno esistenziale la cui rilevanza deve essere autonomamente apprezzata e valutata equitativamente in termini non patrimoniali".

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