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Alda merini: muore una poetessa

"Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta".
Poeti si nasce, non si diventa e Alda Merini, una delle più grandi voci poetiche del 900, è nata il 21 marzo 1931 a Milano, il primo giorno di primavera.
Ha iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa.

La prima raccolta di poesie di Alda Merini: "La presenza di Orfeo", pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato "La Terra Santa" che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia. Altre sue raccolte di versi sono "Testamento", "Vuoto d'amore", "Ballate non pagate", "Fiore di poesia 1951-1997", "Superba è la notte", "L'anima innamorata", "Corpo d'amore", "Un incontro con Gesu", "Magnificat. Un incontro con Maria", "La carne degli Angeli", "Più bella della poesia è stata la mia vita", "Clinica dell'abbandono" e "Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati".
Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa in "L'altra verita". "Diario di una diversa", "Delirio amoroso", "Il tormento delle figure", "Le parole di Alda Merini", "La pazza della porta accanto" (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), "La vita facile", "Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi" e "Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta" e con gli aforismi "Aforismi e magie". Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.

Questi sono i dati anagrafici e biografici.
Ma la storia personale, la sua vita e la sua opera saranno sempre in bilico in un'alternanza di lucidità e follia ;
la sua vita è stata messa alla prova da relazioni sentimentali difficili, vedovanze e maternità sofferte. Soprattutto quello che più ha segnato la vita e l'opera di questa grande poetessa fu il periodo in cui venne internata in manicomio dal 1965 al 1972, interrotto solo da brevi periodi a casa nel corso dei quali nasceranno altre figlie.
In questo drammatico percorso, si è sempre rapportata con uguale misura verso tutti, anche i più infelici e disgraziati, in cui ella riusciva a trovare l'anima poetica e la bellezza della vita. Combattente o rassegnata, in un alternarsi di denunce e di silenzi, ha vissuto come se la fama non l'avesse mai raggiunta davvero, modestamente e quasi al limite dell'indigenza. In una casa sui Navigli, umida e senza riscaldamento, che non le apparteneva e da cui più volte hanno cercato di mandare via rendendola una precaria; aiutata da pochi amici o volontari che negli ultimi tempi hanno cercato di accudirla, è emersa alla ribalta della cronaca più per la sua stravaganza che non per il suo cattivo stato di salute o per la povertà in cui ormai versava da tempo.
Solo oggi, dopo la sua morte, tutti appaiono profondamente turbati e sofferenti per una scomparsa annunciata; a lei oggi vengono riservati i funerali di Stato, dopo essere stata dimenticata e negata per troppo, lungo tempo e forse, oggi, di tutto ciò, Alda Merini scriverebbe ironicamente senza ombra di vera conciliazione.

Dols, novembre 2009

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