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La politica con occhi di donna (cittadina)

E' inutile ritornare su ciò che è accaduto al Presidente del Consiglio, al quale non possono che andare parole di solidarietà per ciò che gli è capitato, perché avere una bella botta che ti rompe naso e denti non può fare del bene a nessuno! Fortuna che non gli mancano (come poteva succedere a qualsiasi altro) né attenzione, né cure, ne affetto.

Noi donne, ce lo dicono da quando eravamo, praticamente, ancora in pancia, abbiamo però una visione diversa, femminile?, delle cose che succedono.

Forse è demerito dell'accoglienza, della spinta all'accudimento, del senso di responsabilità familiare (ma non erano considerati pregi?) che ci limitano nella politica ed allora impossibile non fare alcune considerazioni.

Chiunque sia esposto mediaticamente e fisicamente alla folla/pubblico, sa che qualche cosa può capitare (senza entrare nel merito di cosa) tanto è vero che si circonda di guardie del corpo, di scorte, di case blindate. Questo è uno dei prezzi che si paga alla popolarità, al piacere di apparire e di essere riconoscibili. Non si può godere di questo e lamentarsene contemporaneamente.

Il mondo è pieno di gente pronta ad amare o ad odiare un personaggio pubblico anche se non lo conosce nella sua intimità, nel sua vera personalità; i libri e la storia sono pieni di questi gesti pro o contro. E ci hanno dimostrato che non necessariamente il gesto è stato determinato da complotto, terrorismo o altre motivazioni più o meno "ideologiche", ma anche solo da simpatie/antipatie, invidia, giudizio, ecc..

La maggior parte di questi fatti, salvo killer prezzolati, mafia, servizi segreti ecc.sono stati compiuti da esseri incapaci d' intendere e di volere.

Ed è su coloro, non per giustificarli, ma per guardare ad essi con umanità, che è utile spendere due parole. Quanti di questi soggetti psicolabili sono in giro per il mondo? In giro per il semplice fatto di non avere l'assistenza che essi meriterebbero in una società moderna e a misura d'uomo? Le istituzioni sanitarie sono fatiscenti, i luoghi privati di cura sono in mano a speculatori che della malattia fanno fonte di proprio reddito e non resta, nel migliore dei casi che la famiglia. Forse è per questo che una donna può leggere il fatto anche con un'ottica diversa. Se quell'uomo che ha lanciato un oggetto contundente verso Berlusconi, fosse stato veramente curato forse non sarebbe stato in giro con altri oggetti in tasca, pronto a fare delle sue convinzioni malate un gesto di concretezza attraverso il quale esprimere la sua esistenza, la sua inutile libertà, infine l'affermazione di sé.

Invece questa è stata la dimostrazione, e non può percepirlo (per sua fortuna), che lui proprio non esiste in quanto persona seppure responsabile di un gesto.

Di lui si sente dire che è un matto, uno senza testa, un malato pericoloso, uno manovrato ecc. Nessuna parola sulla malattia, nessuna definizione di una diagnosi che, se non giustifica, potrebbe almeno far riflettere.

Dols, Dicembre 2009

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