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Ciudad Juarez. La violenza sulle donne in America Latina, l'impunità, la resistenza delle madri

Ciudad Juarez. La violenza sulle donne in America Latina, l'impunità, la resistenza
a cura di Silvia Giletti Benso, Laura Silvestri
Franco Angeli editore

Ciudad Juárez (dello stato di Chihuahua, Messico) è famosa non solo per essere la città simbolo della criminalità organizzata, ma anche per le centinaia e centinaia di ragazze che, dal 1993, vengono rapite e uccise: alcune spariscono per sempre, altre vengono trovate sepolte nel deserto che circonda la città, violentate, seviziate, fatte a pezzi per poi essere trattate come spazzatura. E il peggio è che la polizia e il governo si nascondono dietro alla giustificazione che le uccisioni e le sparizioni sono conseguenze di situazioni familiari compromesse o di imprudenze irresponsabili da parte delle vittime stesse. La verità - emersa a poco a poco grazie a giornaliste e giornalisti coraggiosi - è invece che ci troviamo di fronte a un caso eclatante di violenza di genere. Ovvero: di violenza subita dalle donne per il solo fatto di essere tali. Non per nulla a proposito di Juárez si parla di femminicidio, un vero e proprio genocidio nascosto. Ecco allora che Juárez è il punto privilegiato da cui partire per riflettere su una questione di scottante attualità.

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