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'La soltudine delle madri', di Marilde Trinchero

La solitudine delle madri
di Marilde Trinchero
Editore: Ma.Gi.

Passano le settimane, i mesi. In alcuni casi la donna ha una bella rete di protezione
familiare intorno. Un lavoro che la può attendere senza troppe pressioni, e lei può decidere con serenità se rientrare o prolungare l'assenza fino a che un asilo nido
o una nonna o una tata la possano egregiamente sostituire. Il compagno non solo la sostiene nelle sue decisioni, ma ha già anche ordinato l'ultimo modello di macchina station wagon (quella su cui sale anche il cane che non perde un pelo) che pagherà in contanti. Lei ogni tanto lascia volentieri il bambino a qualcuno che se ne occupa altrettanto volentieri ed esce con le amiche: un abito nuovo, un film, una mostra, una passeggiata nel verde.
Fantascienza.

L'esperienza di essere madre viene qui raccontata tenendo in considerazione anche quegli aspetti psicologici che di norma vengono taciuti, se non addirittura censurati, dal superficiale mito della madre "eternamente appagata e felice".
Depressione, momenti di rabbia, amarezza per rinunce, aspirazioni professionali non realizzate, stanchezza, solitudine sono tutti sentimenti che fanno della maternità un vissuto autenticamente umano, di pari dignità con felicità, commozione, dedizione e senso di autorealizzazione.
Una delle esperienze più profonde che possa vivere una donna viene qui descritta a tutto tondo, in una complementarità delle parti luminose con i lati d'ombra. Con saggezza, ironia, cognizione di causa.
Madri, madri celebri, madri protagoniste di opere letterarie e artistiche, madri che della maternità hanno voluto capire di più tramite gruppi di arteterapia: una galleria di ritratti molto rassicurante per quelle donne che convivono con i sensi di colpa legati ad alcune emozioni "negative" suscitate dalla maternità.

Marilde Trinchero
Vivo ad Alba, sono arteterapeuta, faccio parte dell'Associazione Professionisti Italiani Arte Terapeuti (A.P.I.Ar.T.) e mi occupo prevalentemente di tematiche femminili legate alla creatività e alla maternità.
Sono stata consulente di arteterapia al Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL 18. Negli ultimi anni ho pubblicato alcuni racconti e il romanzo Che cosa vuoi di più?, scritto con Daniela Minerdo (Edizioni Tracce, 2005).
Sono nata nel 1960 e, mentre attraverso la vita, le immagini e la scrittura sono strumenti che porto sempre con me.

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