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Figli contesi affidati ai servizi sociali, 20 maggio 2010

Può essere affidato ai servizi sociali il minore in uno stato di forte disagio psicologico, determinato dall'aspra conflittualità tra i genitori. Lo ha deciso la Corte di Cassazione nella sentenza 12308 di ieri, respingendo il ricorso di una madre contro la sentenza con cui la Corte d'Appello stabiliva che la figlia fosse affidata ai servizi sociali, pur rimanendo a vivere con lei. La piccola era stata affidata alla madre dai giudici di primo grado, decisione questa contestata dal padre della bambina, che ricorreva in appello lamentando la mancata applicazione dell'affidamento condiviso. La Corte d'Appello quindi riformava la decisione dei primi giudici, affidando la minore ai servizi sociali e disponendone la collocazione presso la madre. La Suprema Corte, dopo aver ribadito che "la regola dell'affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori, prevista dall'art. 155 c.c., è derogabile quando la sua applicazione risulti pregiudizievole dell'interesse del minore", ha condiviso la scelta dei giudici di appello al fine di "consentire alla minore di elaborare criticamente la sua condizione e di effettuare autonome opzioni, precluse dalla possibilità dei genitori di influire sulle scelte della bambina, divisa dal desiderio di compiacere entrambi i genitori e quindi all'esigenza di permettere una corretta formazione della sua personalità".

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