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Non è reato far saltare ai figli la scuola se poi vengono promossi, 5 ottobre 2010

Non commettono reato i genitori che fanno saltare numerosi giorni di scuola ai figli che vengono comunque ammessi a frequentare la classe successiva.

Lo ha stabilito la Suprema Corte che, con la sentenza 35705 di oggi, ha respinto il ricorso del procuratore generale della Corte d'Appello di Roma contro la sentenza di assoluzione di una coppia di stranieri, accusati di inosservanza dell'obbligo scolastico nei confronti dei due figli minori. I bimbi però, nonostante le numerose assenze, erano stati promossi in quarta elementare. I loro genitori quindi non erano stati condannati perché "non sussisteva la prova di un danno effettivo cagionato ai bambini, quale conseguenza della mancata osservanza dell'obbligo scolastico". Secondo la procura invece l'ammissione alla classe successiva era del tutto irrilevante. Tesi smentita dalla terza sezione penale della Cassazione, essendo "indubitabile che, secondo quanto ritenuto dall'autorità scolastica, i minori, nonostante le assenze, avevano ricevuto l'istruzione necessaria per essere promossi".


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