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Non risponde anche di violenza privata ma solo di maltrattamenti chi picchia il coniuge per evitare la separazione, 25 ottobre 2010

Restano assorbite nel reato di maltrattamenti e non costituiscono l'autonomo reato di violenza privata le minacce al coniuge per convincerlo a non chiedere la separazione.

Lo ha sancito la Suprema Corte nella sentenza 37796 del 25 ottobre 2010, annullando la condanna per violenza privata di un uomo, già condannato per maltrattamenti in danno della moglie e delle figlie. L'imputato era stato condannato dal giudice anche per violenza privata. Il marito aveva infatti minacciato la moglie per indurla a non chiedere la separazione. Il giudice di legittimità ha annullato la condanna per violenza privata ravvisando continuità la condotta di maltrattamenti e le minacce, che non possono quindi andare a costituire l'autonomo reato di violenza privata.



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