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Il doppio lavoro può far lievitare l'assegno di divorzio. L'obbligo decorre dallo scioglimento del vincolo coniugale, 24 gennaio 2011


Il doppio lavoro del coniuge obbligato può pesare sull'assegno di divorzio, facendolo aumentare. Non solo. Tale obbligo decorre dallo scioglimento del vincolo matrimoniale.
Sono questi i due principi affermati dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 1613 del 24 gennaio 2011, ha confermato la misura di un assegno di divorzio a carico di un marito che aveva fatto il doppio lavoro, fissando la decorrenza dell'obbligo dallo scioglimento del vincolo coniugale.
Lui lavorava alle ferrovie e, a un certo punto, aveva fatto un doppio lavoro. Poi avevano divorziato. I giudici avevano fissato un assegno di mantenimento in favore della donna, cinquantacinquenne casalinga, di circa 500 euro al mese. E questo, avevano motivato, anche per via del doppio lavoro.
Lui aveva impugnato la decisione ma la Corte d'Appello di Roma aveva respinto tutti i motivi.
Contro questa pronuncia l'uomo ha presentato ricorso in Cassazione ma ancora una volta senza successo. Gli Ermellini hanno infatti confermato la decisione dei magistrati romani. Buone notizie, invece, sul fronte della decorrenza. Infatti, secondo Piazza Cavour l'uomo è obbligato all'assegno di divorzio da quando è stato sciolto il vincolo coniugale.

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