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"No a figli e figliastri": mantenimento ridotto ai legittimi se lo stipendio non basta anche per i naturali, 11 aprile 2011


Accolto il ricorso di un padre per i bambini nati dalla convivenza.

L'assegno di mantenimento del figlio legittimo va ridotto nel caso in cui incida a tal punto sul reddito del padre da non permettergli di mantenere i figli naturali, nati da una successiva convivenza, allo stesso modo.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che ha accolto il ricorso di un papà di Roma che chiedeva, fra l'altro, la riduzione dell'assegno di mantenimento in favore della figlia legittima (400 euro al mese) per tutelare anche i bambini nati dalla successiva convivenza.
In sostanza l'uomo, che percepiva uno stipendio medio, circa 1600 euro al mese, aveva sostenuto, con più di trenta motivi, che 400 euro per la primogenita non gli avrebbero consentito di mantenere i figli naturali allo stesso modo.
La prima sezione civile ha accolto questa tesi sottolineando che tutti i figli hanno gli stessi diritti, naturali e legittimi. In particolare sul punto in sentenza si legge che "fondata è invece la censura con la quale si lamenta che l'aumento dell'assegno per la figlia legittima crea uno squilibrio, considerate le possibilità economiche del ricorrente, a svantaggio dei due figli naturali che il padre ha avuto dalla convivente". L'art. 261 c.c. stabilisce che il riconoscimento del figlio naturale comporta da parte del genitore l'assunzione di tutti i doveri e di tutti i diritti che egli ha nei confronti dei figli legittimi, che sono quelli previsti nell'art. 147 c.c. ( obblighi di mantenere, educare ed istruire il figlio ), con conseguente applicazione dell'art. 148 c.c., che specifica la misura in cui i coniugi sono tenuti ad adempiere all'obbligazione di mantenimento dei figli. Con questa norma il legislatore ha infatti affermato "il principio di parità di trattamento da parte del genitore dei figli naturali e legittimi, e, quindi, di parità di trattamento anche per quanto riguarda l'obbligo del mantenimento". Con un reddito mensile netto che si aggira sui 1.600,00 euro l'uomo, considerato che con tale reddito deve provvedere al proprio mantenimento ed alle spese fisse che riguardano la gestione familiare, non appare in grado di destinare al mantenimento di ciascuno degli altri due figli naturali un importo mensile di euro 400,00, per cui appare maggiormente conforme alla normativa summenzionata l'importo di euro 300,00 mensili riconosciuto dal tribunale..

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