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Si risposa ma conserva la pensione di reversibilità: è truffa anche se le nozze estere risultano sciolte, 11 aprile 2011


Non conta che il matrimonio fosse stato contratto solo per restare negli Usa: trascrizione irrilevante
In Italia o all'estero non importa: chi si risposa e continua a incassare la pensione di reversibilità commette sempre una truffa ai danni dell'Inps. Non conta poi che il secondo matrimonio, risultato contrario alle leggi del Paese estero, sia stato sciolto: a integrare la condotta prevista e punita dall'articolo 640 Cp è sufficiente il silenzio serbato sulla circostanza che avrebbe condotto alla revoca del beneficio. Lo precisa una sentenza emessa l'11 aprile 2011 dalla seconda sezione penale della Cassazione.

Sventura a Las Vegas
Confermata la condanna ai danni di una donna nonostante che le nuove nozze celebrate nello Stato americano del Nevada presentassero astrattamente i presupposti per un annullamento perché celebrate in contrasto con la lex loci. La signora sostiene di aver simulato il matrimonio con un cugino con l'unico intento di restare in America per un periodo più lungo di quello consentito dal visto turistico. Ma il punto è che l'accertamento in questione non è mai avvenuto: le nozze risultano sciolte e non annullate. Né rileva che in Italia sarebbe stata nulla la trascrizione, che ha natura certificativa e non costitutiva: i matrimoni celebrati all'estero tra cittadini italiani o tra italiani e stranieri, hanno immediata validità e rilevanza nel nostro ordinamento, sempre che risultino celebrati secondo le forme previste dalla legge straniera e quindi spieghino effetti civili nell'ordinamento dello Stato straniero (e a patto che sussistano i requisiti sostanziali relativi allo stato e alla capacità delle persone previsti dalla legge italiana). A inguaiare la signora è sufficiente aver tratto in inganno il debitore, cioè l'Inps, sul permanere della causa dell'obbligazione.

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