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Perseguita l'ex marito: va agli arresti domiciliari anche se si sta curando, 14 aprile 2011

Sì alla misura ai danni dell'indagata per stalking nonostante sia in terapia al centro di salute mentale.

È incensurata, fa una vita normale, ma si ritrova indagata per stalking. Può costare davvero caro il chiodo fisso di perseguitare l'ex marito, al punto da rivolgergli l'accusa, infamante quanto calunniosa, di essere uno spacciatore di droga. E siccome le molestie continuano via sms, scattano gli arresti domiciliari al posto della più lieve misura ex articolo 282 ter Cpp, cioè il mero divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dal coniuge separato. La misura cautelare, benché grave, deve essere confermata: non rileva che l'indagata sia in cura presso un centro di salute mentale dal momento che l'adesione al trattamento farmacologico, di per sé, non garantisce la cessazione delle condotte aggressive. È quanto emerge da una sentenza emessa il 14 aprile 2011 dalla quinta sezione penale della Cassazione.

Garanzia esclusa
Risulta inutile per la difesa dell'indagata invocare la (presunta) sottovalutazione di una serie di circostanze che militerebbero in favore della "molestratrice". Il fatto che la signora lavori regolarmente e non abbia mai avuto a che fare prima con la giustizia è stato già valutato dal giudice al momento in cui è stata inflitta la meno grave misura coercitiva ex articolo 282 ter Cpp. Il punto è che la donna insiste e manda sms minatori dal cellulare di un collega. Né la certificazione sanitaria del centro di salute mentale, da sola, può garantire ai giudici che le condotte contestate possano cessare grazie ai soli farmaci somministrati alla signora: le medicine, scrive il medico, "dovrebbero" impedire comportamenti impulsivi. Ma è proprio il condizionale che preoccupa il giudice, visto che la valutazione del sanitario risulta formulata in termini meramente probabilistici e, dunque, finisce per rimettersi al prudente apprezzamento del magistrato. Insomma: le cure non hanno ancora avuto un effetto stabilizzante e allora è meglio che la donna resti ai "domiciliari".

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