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Niente rimborso per le cure dentistiche del figlio al genitore che ha deciso senza consultare l'ex, 28 aprile 2011

Nullo il decreto ingiuntivo per recuperare la somma se la spesa straordinaria non è stata concordata.

Le decisioni sui figli si prendono sempre in due, anche dopo la separazione. Non ha infatti diritto alla metà della parcella del dentista la mamma che, contravvenendo agli accordi presi in sede di separazione, ha deciso senza consultare l'ex su una spesa straordinaria.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con una sentenza del 27 aprile 2011, ha respinto il ricorso di una mamma che aveva fatto curare il figlio presso un dentista, senza prima accordarsi con l'ex marito. Infatti c'era un patto fra i due, preso prima della separazione, per cui tutte le spese straordinarie avrebbero dovuto essere concordate.
Ma la signora aveva chiesto ed ottenuto nei confronti di lui un decreto ingiuntivo. L'uomo si era opposto e in primo grado aveva perso. Poi la Corte d'Appello di Napoli ha ribaltato il verdetto: la decisione unilaterale sul figlio non è legittima.
La prima sezione civile della Suprema corte ha accolto questa tesi sottolineando che si decide sempre in due sui figli. In particolare secondo Piazza Cavour "è dato di ritenere che, nel richiamare e fare propri gli accordi conclusi dai genitori, il tribunale abbia implicitamente valutato l'insussistenza di elementi di contrasto (per altro neppure adombrati nel ricorso) con l'interesse della prole".
In effetti, "il tema della preventiva concertazione, anche per quanto attiene alla materia delle spese straordinarie, appare ispirato a quella regola dell'accordo che caratterizza, come imprescindibile momento dialettico, l'individuazione da parte di entrambi i genitori, anche dopo il verificarsi della crisi coniugale, delle decisioni maggiormente corrispondenti alle esigenze del minore, nell'ambito di una funzionalizzazione, rispetto a queste ultime, dell'esercizio della potestà".

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