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Le molestie sulle reclute donne non sono punite dal codice penale militare, 19 maggio 2011

Le molestie sulle reclute donne non sono punite dal codice penale militare
La subordinata può procedere di fronte all'Ago per violenza sessuale


In caserma donne poco tutelate. Infatti, le molestie che un militare più anziano fa su una giovane recluta non sono vietate dal codice penale militare. Al più la donna potrà procedere di fronte al Tribunale ordinario per violenza sessuale.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 19748 del 19 maggio 2011, ha annullato la condanna per violenza su un subordinato nei confronti di un sergente che, durante un'ispezione, aveva fatto della avances e baciato sul collo un caporale donna.
Lei lo aveva denunciato alle autorità militari e l'uomo era stato condannato. Poi il ricorso in Cassazione del militare che si è concluso con annullamento della condanna. Ora gli atti sono stati trasmessi al Tribunale affinchè dia corso alla causa penale di fronte all'Ago.
Insomma la clausola di esclusione del reato (di violenza contro un inferiore ndr) opera in tutti i casi in cui difetti una correlazione tra la situazione in cui si trovi ad agire l'autore del fatto ed il servizio militare, giungendo alla conclusione che rientrano tra le "cause estranee al servizio" quelle che esulano dall'attività svolta dal soggetto attivo del reato o che, comunque, alla stessa siano collegate in modo del tutto occasionale, anche se non estranee al servizio svolto dalla persona offesa dell'illecito".
"Nella fattispecie, a prescindere dalla circostanza che l'applicabilità della clausola di esclusione era stata ritenuta già all'atto della contestazione del reato, posto che la rubrica reca l'espressa indicazione dell'articolo 199 C.P.M.P., la stessa descrizione dei fatti evidenzia la assoluta estraneità della condotta posta in essere dal ricorrente rispetto al grado ricoperto, alle funzioni ed al servizio svolti da entrambi i soggetti coinvolti nella vicenda".



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