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Deve abortire dopo l'incidente, ma ignorava di essere incinta: 12 mila euro di danno morale bastano, 31 agosto 2011


Deve abortire dopo l'incidente, ma ignorava di essere incinta: 12 mila euro di danno morale bastano
Personalizzazione adeguata, non è sconvolgente il dolore per la gravidanza scoperta solo in seguito al sinistro

Sofferenza sì, ma non "sconvolgente". Così è per la Cassazione il dolore della vittima dell'incidente stradale, costretta ad abortire a causa dell'evento lesivo e che tuttavia ha appreso della gravidanza soltanto dopo il sinistro. Risulta dunque adeguata personalizzazione del risarcimento, che ha individuato in 12 mila euro il ristoro del danno morale. Lo precisa una sentenza pubblicata il 31 agosto 2011 dalla terza sezione civile della Cassazione.

Il prezzo del dolore
Confermato l'impianto della decisione di merito: la cifra da liquidare a titolo di danno morale risulta di gran lunga superiore alla misura che mediamente si riconosce in casi simili. E ciò proprio perché la signora vittima dell'incidente, con postumi permanenti al 10 per cento, ha perso il bambino che portava in grembo da poche settimane. Non si può tuttavia affermare, osserva il collegio, che la sofferenza patita dalla donna sia stata inarrivabile dal momento che la gestante ignorava il suo stato "interessante". Insomma: 12 mila euro sono sufficienti come pecunia doloris. Né la signora, il marito e i figli riescono a farsi risarcire il danno esistenziale dovuto alla lesione della sfera affettiva per la perdita del nascituro: ammettere un'autonoma sussistenza di tale pregiudizio, concludono i giudici, equivarrebbe a compiere una duplicazione risarcitoria, ristorando due volte le stesse privazioni. Non resta che pagare all'assicurazione metà delle spese processuali, l'altro 50 per cento spetta alla responsabile del sinistro, ricorrente incidentale.

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