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La fotografia è donna

'Eva dove vai?', questo il tema trattato nella mostra del fotografo Hannes Schick che si svolgerà dal 7 al 12 ottobre, presso lo Spazio Originale a Milano. Immagini dedicate interamente al mondo delle donne, attraverso ritratti di figure femminili semplici ma anche sensuali, fragili, forti ed eleganti in ogni luogo si trovino.

Una femminilità che irrompe sopra ogni altra considerazione e che il fotografo definisce "... un viaggio attraverso il mondo interiore, le esperienze, i traguardi, e le conquiste di donne che si sono messe in gioco e hanno cercato il loro posto nel mondo senza fermarsi...".

Inserita nel più complesso progetto 'Eva dove vai?', patrocinato dalla Provincia di Milano, la mostra è una delle iniziative che prende spunto da questa domanda e dalle riflessioni che ne sono conseguite. Un progetto creativo, tutto al femminile, voluto da cinque giovani donne che cercano di dare non una, ma molte risposte con un unico obiettivo, quello "di porre al centro le donne come individuo, cercando di abbattere tutte le barriere poste dalle diversità culturali e geografiche, approfondendo le infinite possibilità di vita scelte da ognuna, aiutandole e incoraggiandole verso una nuova proposta di crescita, sia a livello individuale che sociale".

Un viaggio per far riflettere sulla mobilità e dinamicità della donna, per indicare un percorso non finito che continua a durare nel tempo. Le promotrici, affiancate dall'Associazione Cinema Scuola, vogliono "rispondere al quesito posto dal proprio tempo, attraverso una serie di iniziative ed eventi declinati al femminile". Per questo, grazie alle rispettive passioni e professionalità, è stato ideato un contenitore concettuale dove poter fare emergere le potenzialità creative della donna nella musica, nella fotografia, nel cinema, nel teatro o nell'arte in genere. Il progetto, diffuso attraverso una molteplicità di forme di comunicazione è, con questa mostra, alla sua terza iniziativa.

Il sostegno a favore delle donne svantaggiate, uno degli scopi principali, può passare anche attraverso iniziative culturali, mirate a sensibilizzare l'opinione e a sostenere organismi che svolgono attività mirate. Per questo le foto esposte a Milano saranno messe in vendita e il ricavato andrà devoluto in parte a favore dell' AIDOS.

L''Associazione italiana donne per lo sviluppo', è un'organizzazione non governativa di cooperazione 'al femminile', riconosciuta nel 1992 dal Ministero degli Affari Esteri, la cui azione nei paesi in via di sviluppo, è volta a costruire, promuovere e difendere i diritti, la dignità e la libertà di scelta di tutte le donne.

Ma agli interrogativi se, nel percorso fatto fin qui, siano veramente emerse le potenzialità del femminile o la donna ha troppo spesso fatto propri i modelli maschili non è possibile dare una sola risposta .

"Le donne del passato sono passate da vittime a protagoniste del futuro sena spargere una goccia di sangue - sostiene Hannes Schick che nota che "questi stupendi esseri sono ancora oppressi politicamente, socialmente ed economicamente in molti paesi del pianeta. Creatrice e custode della vita, la donna esprime la forza vitale con dolcezza, bellezza e compassione. Dotata di intuizione ed intelligenza emotiva, tende a risolvere conflitti con diplomazia piuttosto che con l'utilizzo della forza. Preferiscono il consenso all`autorità, la libertà alla gerarchia, la pace alla guerra. Ma negli ultimi decenni le donne si sono evolute profondamente e in modo più sostanziale dell'uomo. Il risveglio della loro potenza e magia è una grande speranza per il futuro dell'umanità visto che i loro sistemi di valori, una volta conosciuti ed accettati dall`uomo, potrebbero spezzare le catene dei dogma maschili che dominano questo pianeta da troppo tempo portandolo all`attuale stato di autodistruzione. Le fotografie scattate nell`ambito di progetti tra loro molto diversi, illustrano un' universo femminile con fotografie che spaziano dalla ricerca personale, alla moda, al reportage, rappresentano le varie sfaccettature della donna contemporanea. La rassegna simboleggia una sorte di viaggio per immagini, in cui la donna progressivamente perde la purezza che le era propria. La donna si annulla completamente e troppo spesso è proprio lei a volerlo. Eva dove vai?, è qui che ritorna alla mente questo interrogativo storico. La speranza è che proprio la donna si renda conto di ciò che ha perduto e volgendo uno sguardo alle origini, vi corra incontro".

Un percorso fotografico che mostra una donna privata di volta in volta di tutto tranne che del suo essere donna: sarà la realtà, con le sue urgenze, a spingerla ad esporsi al mondo.

l'indro.it, 23.09.2011

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