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Anita, il bene effimero della bellezza

Kerstin Anita Marianne Ekberg, svedese, classe 1931, attrice. Oggi, 28 settembre compie 80 anni e questa di per sè non è una gran notizia. Forse però interessa gli uomini e le donne di quella generazione che era giovane negli anni '60, quando il grande regista Federico Fellini al diresse ne 'La dolce vita': leggendaria la scena in cui il protagonista, Marcello Mastroianni, entra nella Fontana di Trevi a Roma inseguendo quella donna da sogno. Altissima, statuaria, con la chioma di capelli biondi e lunghissimi a coprirle le spalle nude e il collo flessuoso e un seno generoso contenuto solo dal bustino del suo abito nero. Il modello di perfezione di quegli anni, la cosiddetta 'maggiorata'.

Fellini ne era rimasto folgorato guardando una sua fotografia: lei, con modestia, disse poi di non aver mai capito perché l'avesse scelta dal momento che, dopo essere stata Miss Svezia nel 1950, non aveva certo avuto una carriera degna di nota. Eppure con questa sua breve comparsa nel 1960, riuscì ad entrare per sempre nella Storia del cinema mondiale.

Di lei s'innamorarono uomini importanti, ma non fu ugualmente fortunata: ha avuto due matrimoni burrascosi, nessun figlio e relazioni dichiarate con Gianni Agnelli e Frank Sinatra. Non ha mai detto molto del suo privato ma una volta ebbe a dire che pur non piacendole fare l'elenco delle proposte di matrimonio ricevute, aveva avuto importanti relazioni: "Con Gianni Agnelli abbiamo conservato un segreto bellissimo per anni, finché un giornalista maleducato non pensò bene di scrivere tutto su un giornale. Con Dino Risi andò diversamente: era lui che avrebbe voluto avere una storia con me, ma tra noi non c'è mai stato niente. Però lui insisteva... Così gli spedii un fax nel residence dove viveva. Scrissi: 'Piccolo uomo, grande stronzo'".

Ottant'anni sono tanti per tutti, ma lei continua ad avere occhi azzurri, bellissimi ed alteri, uno sguardo affascinante, capelli ancora biondi e ciò che si è conservato di lei, non nasconde gli anni e non è stato ritoccato. Assalita inevitabilmente dai mali dell'età, festeggerà questa data in clinica, sola nel cuore e in compagnia delle suore che se ne prendono cura. Ha dichiarato, a chi le ha chiesto come passa il suo tempo, che "le giornate sono infinite. La tivù non mi piace, è monotona, come pure i tg: sempre a raccontare del vostro premier sporcaccione. Ma perché l'avete votato per tutti questi anni? Anche ai miei tempi c'erano le raccomandazioni, ma non era obbligatorio passare nel letto di qualcuno per poter lavorare".

Anita Ekberg non guarda la televisione dunque. Chissà se ha visto qualche volta tutte quelle ragazze che, senza saperlo, vorrebbero somigliarle, con i loro seni rifatti messi in mostra, che camminano su tacchi ridicoli e vertiginosi per apparire alte, anche loro dai capelli lunghi e biondissimi. Copie mal riuscite (e inconsapevoli) della grande Anita. Si danno sempre più da fare per strappare almeno una comparsata, un piccolo ruolo nei programmi di grande esposizione, veline, letterine...Tutte in spasmodica attesa di essere paparazzate vicino ad un calciatore, un attore e magari (pare che sia di gran moda) un politico. Tutte in cerca di una via facile verso il successo e il denaro.

Ci piacerebbe che queste ragazze sapessero chi è Anita Ekberg: una donna bellissima, famosa, amata e poi dimenticata. In questo modo si renderebbero conto del dono effimero della bellezza e della giovinezza, della malinconia della solitudine.

Forse il migliore augurio che si possa fare ad Anita Ekberg, è ricordare quanto ebbe a dichiarare Frank Sinatra nel 1987: "È una donna che stimo moltissimo. A Hollywood il pettegolezzo era il passatempo preferito di molte star, ma Anita ne è rimasta sempre fuori, diciamo per scelta. La sua forza? ha una grande dignità, che in una donna è una qualità straordinaria. Presumo che la sua carriera abbia risentito di alcune disavventure che l'hanno segnata profondamente".

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