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Le due vite di Elsa, di Rita Charbonnier

Le due vite di Elsa,
di Rita Charbonnier
Piemme Ed.

Elsa non si è mai sentita parte della propria famiglia. Forse perché è una ragazza difficile, fragile; almeno questo è ciò che le hanno sempre detto. Troppo timida e debole di nervi rispetto a loro, gli eredi risoluti e arroganti di una delle famiglie più in vista della Roma fascista.Fino ai vent'anni Elsa ha seguito docilmente il volere del padre e della zia, anche quando si trattava di esporsi alla derisione e allo scherno, salendo sul palco di un teatro per interpretare il ruolo di Anita Garibaldi in un'orribile pièce voluta dal regime. Non ha mai desiderato fare l'attrice, essere al centro dell'attenzione la terrorizza, ma si è dovuta piegare a un'idea del padre, che vede nella recitazione un modo per risolvere il suo "piccolo difetto di pronuncia". Tuttavia, proprio grazie al teatro e, soprattutto, al personaggio di Anita, Elsa scopre una se stessa che non pensava esistesse. L'incontro con quella donna impavida, forte, bella, la cambia nel profondo. Anita è tutto ciò che lei non è mai stata, ma Elsa sente che tra loro c'è un legame. Ogni notte, la timida Elsa abbandona le proprie insicurezze per diventare l'eroina dei due mondi. Grazie a quei sogni si trasforma e comincia a fare cose che non aveva mai fatto prima: fugge di casa, cammina scalza per le strade di Roma e grida tutto il dolore che ha racchiuso in sé per troppo tempo. Per la sua famiglia, però, questo non è accettabile. La ragazza deve essere allontanata, perché le sue non sono più stramberie, è pazza, e potrebbe rovinarli.Nell'ospedale svizzero in cui viene rinchiusa, Elsa scopre le sbarre, il torpore dei medicinali e l'assenza di libertà, ma riesce anche a individuare, grazie all'aiuto di un giovane medico, il segreto familiare che è alla base della propria sofferenza. Attraverso la terapia si libererà dall'oppressione, troverà se stessa e forse anche quell'amore che da sempre le è stato negato.
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