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È stupro costringere la propria compagna ad avere rapporti sessuali "non tradizionali", 5 ottobre 2011

È stupro costringere la propria compagna ad avere rapporti sessuali "non tradizionali"
Confermata la condanna a quattro anni di reclusione

Orientamento: nuovo Consulta massima e sentenza relative all'articolo
Rischia una condanna per violenza sessuale continuata il partner che costringe con la forza la compagna ad avere rapporti sessuali "orali e anali".
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 36073 del 5 ottobre 2011, ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione nei confronti di un 65enne che in quattro occasioni aveva costretto la compagna ad avere rapporti anali e orali contro la sua volontà.
In un primo momento, ricostruisce la sentenza della quarta sezione penale, la donna, che aveva avuto anche un figlio dalla lunga relazione, aveva accettato di avere rapporti "normali" con il compagno ma successivamente, di fronte ad almeno quattro richieste di sesso non tradizionale, la donna aveva dichiarato di essere stata costretta contro la sua volontà. L'uomo era stato denunciato e la Corte d'appello di Milano, il 3 giugno 2010, lo aveva condannato per violenza continuata nei confronti della compagna a quattro anni di reclusione, oltre ad un risarcimento danni pari a 25 mila euro. Inutile la difesa in Cassazione. "Piazza Cavour" ha respinto il ricorso e ha evidenziato che legittimamente i giudici del precedente grado di giudizio hanno motivato che la donna "era stata pienamente capace di distinguere tra rapporti consentiti e non consentiti e tra rapporti normali rispetto ai quali non era stata dedotta violenza ma soltanto una accettazione controvoglia, e rapporti anali o orali che la donna aveva dichiarato di essere stata costretta a subire contro la sua manifesta volontà.

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