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"La media agiatezza" fa scattare l'assegno di divorzio in favore del coniuge che lavora, 3 gennaio 2012


"La media agiatezza" fa scattare l'assegno di divorzio in favore del coniuge che lavora
Prevale sempre il tenore di vita durante il matrimonio. Non sono necessarie particolari indagini sui redditi

Principio analogo espresso da altre sentenze Consulta massima e sentenza relative all'articolo
Ha diritto all'assegno di divorzio da parte dell'ex anche chi lavora se durante il matrimonio il tenore può essere definitivo di "media agiatezza". Non servono indagini più approfondite, sono sufficienti i redditi.
Sono queste le conclusioni raggiunte dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 28824 del 27 dicembre 2011.
La prima sezione civile ha confermato il diritto all'assegno di divorzio (300 euro) in favore di una donna che, pur avendo un buon impiego, chiedeva un contributo ulteriore. Il Tribunale e la Corte d'Appello di Roma le hanno dato ragione motivando che andava tenuto in considerazione un tenore di vita di "media agiatezza" avuto dalla coppia durante il matrimonio.
Lui ha contestato la decisione di fronte ai giudici di Piazza Cavour ma senza successo. Il Collegio di legittimità ha respinto il ricorso sottolineando che "l'assegno divorzile trova il suo presupposto nella inadeguatezza dei mezzi economici (comprensivi di redditi, cespiti patrimoniali e ogni altra utilità di cui può disporre) dal coniuge richiedente e specificamente nella insufficienza dei medesimi a consentirgli un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e nell'esigenza di un tendenziale ripristino della precedente condizione di equilibrio".
Non solo: "Per quanto non sia stata svolta una specifica indagine probatoria diretta a determinare il tenore di vita del nucleo familiare nel corso del matrimonio, la Corte di appello ha ritenuto di poterlo definire come uno stato di media agiatezza".

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