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La poesia nasce semplicemente

Non è facile parlare di Sandra Palombo senza cadere nel banale biografico che si può tradurre in poche righe: nasce a Livorno nel 1955 , vive all'isola d'Elba nel comune di Portoferraio. Laureata in lettere e filosofia.

E' dunque tutto qui? No molto, molto di più. Perché Sandra Palombo è una poetessa di spessore, di forti sentimenti e per il resto, come si presenta lei, che dire? " Sono una comunissima donna, funzionario nel servizio cultura sport e turismo del Comune di Portoferraio e vivo con un marito che ha scritto vari romanzi e insegna lettere alle scuole medie, due figli meravigliosi, un cane bastardo di nome e di fatto..... e la tartaruga Cassiopea".

Nella sua bellissima raccolta di poesie "Trittico" (2009-2011), prendono corpo la leggiadria della forma e il peso dei ricordi che s'introducono con questi versi: "Possa perdonarmi la parola se la uso per parlarmi..." e la parola c'introduce "in principio la prima casa fu zucchero sparso..." e ci conduce "...in una calata bordata d'azzurro in principio", della sua isola, dei suoi colori, dei suoi profumi e della sua storia.

Sandra Palombo non intreccia subito la sua vita con la poesia.
La sua vita è quella di una giovane studentessa e di studiosa: "Pur avendo una tipica formazione umanistica, non avrei mai immaginato di iniziare a scrivere poesie e qualche brano in prosa. All'università mi laureai con una tesi sulla biblioteca di Napoleone all'Elba, un lavoro al quale dedicai qualche anno sia perché non era facile scrivere di un personaggio come Bonaparte, sia perché all'epoca poco si sapeva sul rapporto di Napoleone con i libri".
Quando il talento è nell'anima non può fare a meno di uscire ed è " nel 2000 che iniziai a scrivere poesie quasi per gioco, pur continuando ad occuparmi di Napoleone..., libri e articoli". Ma è grazie ad Internet, che ormai fa parte della nostra vita!, che Sandra scopre la sua vera vena: "Sono sempre stata una grande lettrice, soprattutto di romanzi, ma anche di poesia e quando in Internet lessi alcune poesie non proprio eccelse mi dissi che sarei stata capace anch'io di scrivere così" e non si è più fermata.

"Fu un fiume di parole che travolse le giornate dal 2000 al 2008 , periodo nel quale ho pubblicato tre raccolte edite da Liberodiscrivere di Genova : Iomare, con la prefazione di Manrico Murzi e nota di Giorgio Weiss (Genova, Liberodiscrivere 2004), Tautogrammi d´amore e d´amarore, introduzione di Raffaello Aragona (Genova, Liberodiscrivere 2005) e il Il lavoro del vento, prefazione di Manrico Murzi (Genova, Liberodiscrivere, 2008).
Nel frattempo , oltre a pubblicare poesie e racconti in siti e riviste on-line, ho partecipato alla stesura di tre romanzi collettivi, uno con altri autori toscani, Il Volo dello struffello ( Liberodiscrivere 2007), gli altri due con un gruppo di scrittrici donne, Estemporanea ( Liberodiscrivere 2005) e Malta Femmina (Zona 2009) e ad altre raccolte di racconti come Io come sto? ( Liberodiscrivere 2006) e Ti parlerò di me ( Nuove scritture 2008 ) o di poesie come Vicino alle nubi nella montagna crollata (Campanotto 2008)".
Schiva, quasi timida nel donarsi "Ai concorsi di solito non partecipo, ma non manco mai di inviare i miei haiku al Premio Internazionale Capoliveri Haiku che per ben due volte ha inserito le mie composizioni tra quelle vincitrici... con mia grande sorpresa".
Infine, la sua poesia, prende corpo ed esplode in tutta la sua maturità nel Trittico (Esterni - Stagioni - Interni), in un turbine di ricordi, sensazioni, sentimenti ma anche dove affiora la donna impegnata, travolta e presente dalle trasformazioni della storia che vive, come affiorano in questi versi:

[Parità! si urlò per noi, le figlie nate
e quelle da venire che crebbero
e nacquero e di nuovo si vestirono
da donne. Fu una partita giusta
-accolta, in parte, anche dagli altari-
scandita dai tic tac degli orologi
e da lancette che giravano, giravano
come un cuore tachicardico
mentre i colleghi salivano -lievi salivano-
di grado perché privi del mestruo
che innova le cellule a ogni ciclo.
Cessato il sangue, un consuntivo:
l'impressione è di una stagione
ricca di grano ma sale il cruccio
per i mancati abbracci ai figlioletti
-No, non c'è colpa , non c'era tempo -
per le passioni femminili soffocate
-No, non c'è colpa, non c'era tempo -
per aver tenuto un passo innaturale
-No, non c'è colpa, non c'era aiuto-
per la televisione che inquadra
belle manager, belle professioniste,
belle politiche, belle accademiche,
belle attrici, bei culi, belle tette
Belle , Belle, Belle
mentre il bello che snobbammo
- non eravamo solo corpo
o mi confondo?- ci è sfiorito
così, in un periodo durato

Dols, 1 febbraio 2012

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