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Il Garante per l'infanzia: "Giustizia minorile, serve la riforma. Ma intanto salviamo il dipartimento", 19 aprile 2012


Il Garante per l'infanzia: "Giustizia minorile, serve la riforma. Ma intanto salviamo il dipartimento"
Nella relazione annuale l'autorità chiede di ratificare la Convenzione internazionale anti-pedofili che persegue l'adescamento via web

È "di rilievo e urgenza" il problema della riforma del sistema di giustizia che concerne le persone di minore età: lo sottolinea il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora, nella prima relazione annuale della neonata autorità. Il sistema di giustizia minorile nel nostro Paese, pur preso a modello da diversi Stati in ambito penale - dice il Garante - è afflitto da problematiche che lo rendono meno incisivo e rapido. È necessario "giungere a una riorganizzazione complessiva della materia", osserva Spadafora. Che esprime preoccupazione per "l'allarme di queste settimane circa la paventata soppressione del Dipartimento per la Giustizia minorile, un'importante conquista che, a partire dagli anni Ottanta, ha svincolato personale, servizi e strutture minorili dall'amministrazione penitenziaria". Spadafora sollecita anche l'approvazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote (che disciplina anche i nuovi reati di pedofilia e pedo-pornografia culturale e di grooming, cioè adescamento via Internet), già approvato alla Camera e attualmente all'esame del Senato. Preoccupa, intanto, la diffusione delle bande giovanili che si vanno radicando nelle città italiane. È l'allarme lanciato dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, intervenuto alla presentazione della relazione del Garante nazionale per l'infanzia. "Concordo - spiega Riccardi - sulla preoccupazione forte per la crescita della povertà di molte famiglie. Una povertà che interessa centinaia di migliaia di bambini e di ragazzi. Preoccupazione per il persistere del dramma dell'abbandono scolastico, una preoccupante continuità nella nostra storia. Preoccupazione - conclude il ministro - per l'universo infanzia e adolescenza che ha al suo interno vaste fasce a rischio: penso ad alcuni fenomeni assai gravi come il costituirsi di bande giovanili in diverse aree urbane del nostro Paese".

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