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Dopo la lesione durante il parto, la mamma passa al part-time: no al danno da diminuzione della capacità lavorativa, 17 luglio 2012


Dopo la lesione durante il parto, la mamma passa al part-time: no al danno da diminuzione della capacità lavorativa
La scelta della donna non si può ascrivere in modo univoco ai postumi dell'anestesia sbagliata: può essere anche dettata solo dalla tenera età del figlio


Niente risarcimento del danno da diminuzione della capacità lavorativa alla mamma che subisce lesione midollare per l'intervento di taglio cesareo, causato dall'anestesia locale praticata. È tutt'altro che univoco il motivo del passaggio da lavoro a tempo determinato a tempo part-time: non è detto che dipenda dalla solo ridotta possibilità di sollevare pesi, ma, in mancanza di prove ulteriori, può anche dettato da semplici motivi familiari. È quanto emerge dalla sentenza 12225/12, pubblicata il 17 luglio dalla terza sezione civile della Cassazione.

Il fatto
La mamma che dopo il parto accusa problemi di salute conseguenti a lesione midollare causata dall'anestesia locale, non ottiene il risarcimento del danno da diminuzione della capacità lavorativa, nonostante il passaggio da tempo pieno a part-time, dovuto secondo la danneggiata alle sue condizioni fisiche. Il Palazzaccio rigetta infatti la domanda: il part-time, in questo caso, non è univocamente correlabile alle lesioni subite. Non può escludersi, infatti, che la scelta del tempo parziale sia dovuta alla necessità di stare accanto alla bambina in tenera età. Ne consegue che la diminuzione del reddito può ravvisarsi anche per altre e diverse ragioni, che senza specifiche prove, non possono essere escluse.

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