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Un sano ottimismo può aiutarci

Nei momenti di difficoltà come può apparirci la situazione attuale, quando le cose sembrano non andare molto bene è importante affidarsi ad una dote straordinaria, preziosa e naturale: l'ottimismo.

Non bisogna confondere l'ottimismo con la faciloneria, l'ottimismo non è trovarsi in una situazione catastrofica e far finta di nulla continuando a vivere come se tutto andasse bene, saper scorgere il positivo è invece un modo di vedere l'esistenza che parte dalla nostra interiorità, da un'interiorità consapevole delle proprie risorse. La vita è un bene che dobbiamo conservare e far progredire, in occidente ce lo hanno insegnato per primi i filosofi greci con il loro cercar di elevarsi al di sopra degli ostacoli e delle contraddizioni del mondo. Pensiamo alla sospensione del giudizio (epoché) e al suo valore terapeutico: è curativo non accanirsi su qualcosa che non possiamo risolvere. C'è uno stretto legame tra ottimismo, felicità e virtù. Socrate era molto ottimista quando sosteneva che chi conosce il bene non può non volerlo. Non dobbiamo fermarci a Socrate e al suo ottimismo un po'estremo, tutti siamo consapevoli di come non sia sufficiente conoscere il bene per seguirlo, possiamo però interpretare questo bene come il-bene-per-noi: se qualcosa ci fa bene siamo, per natura, portati a seguirlo e a ri-cercarlo. Dare pillole di ottimismo è un utile rimedio contro qualsiasi crisi economica perché fa recuperare la forza di lottare per superarla nella speranza di riconquistare quella sfuggente felicità a cui tutti agogniamo senza dover rinunciare ai piccoli e gratificanti piaceri quotidiani. Se ci raccontano ossessivamente che stiamo appoggiando i piedi sull'orlo di un baratro e le borse sono al tracollo, impauriti rinunciamo anche alla solita pizza con gli amici. Dire "ce la puoi fare", senza iper-valutare la situazione, aiuta a ri-considerare se stessi e a non arrendersi al primo ostacolo.

Maria Giovanna Farina

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