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L'emozione dell'aria, di Lucetta Frisa

L'emozione dell'aria
di Lucetta Frisa
Edizioni CFR

La nuova silloge di Lucetta Frisa è, evidentemente, un omaggio alla musica della modernità, dal Rinascimento, con Tomàs Luis De Victoria e Frescobaldi, fino alla musica contemporanea, col grande svizzero Olivier Messiaën e il fenomeno culturale che Strawinslij considerava la vera novità nel campo della musica contemporanea, ossia la musica afro-americana. "L'emozione dell'aria", chiama l'autrice la musica, o, nella poesia Basso continuo, "desiderio senza parole" sottolineando così la parentela spirituale della sua poesia (che sarebbe, pertanto, il "desiderio con le parole") con vocazione innata all'universalità e di totalità (di adesione ad essa) e pertanto si deve intendere, per "desiderio" quel sentimento di espansione capace di sopperire ai limiti e alla pesantezza della materia, del corpo, per realizzare in sé una pienezza già oltre-esistenziale.

[...]

Di tutte le opere di Lucetta Frisa, questa mi sembra la più lirica, quella più intensa e probabilmente anche la meglio riuscita dal punto di vista stilistico e metrico e, dal punto di vista dei contenuti; quella che in modo sottilissimo e delicatissimo sa cantare in toni quasi sapienziali la vicenda dell'uomo e della sua esistenza, cerca insomma di esprimere un senso dell'esistere. É una poesia che incute serenità e insieme profondità, senso del magico e dell'incanto ma anche senso e dimensione realistica della fatica di vivere, la lacerazione per questa "gettatezza nel mondo", come scriveva Heidegger, che però è possibile risolvere in una dimensione salvifica, nella quale con l'arte si gioca la carta vincente.

(G. Lucini)

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