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Lettera Aperta ai Partiti. Un 8 marzo all'insegna del cambiamento rtiti,

Un 8 marzo all'insegna del cambiamento
Lettera Aperta ai Partiti
Uno strumento concreto capace di restituire immediatamente dignità alle elettrici e agli elettori di questo Paese

Che le donne alzino la voce quando proprio non ne possono più, che si rimbocchino le maniche quando c'è bisogno, che si arrabbino quando le cose non sono in ordine, pare che tutti, più o meno, lo sappiano, lo dicano e lo accettino come doti/difetti tipicamente femminili che ne fanno, in parte, la "differenza".

Che le donne formulino proposte concrete, diano lezioni di democrazia, cerchino la trasparenza dei comportamenti, siano portatrici di suggerimenti concreti, di soluzioni semplici e praticabili (nel loro e nell'altrui interesse) e che infine chiedano/pretendano risposte alle loro richieste, pare sia meno accettati negli stereotipi di genere cui siamo state abituate/i da sempre.

Fa notizia, oggi, che un gruppo agguerrito di cittadine, distintesi per impegno, cultura e volontà personali, piuttosto che per scandali, esibizionismo o qualsiasi altra forma di spettacolarizzazione, prenda un'iniziativa pubblica non solo interessante ma molto utile.

Dunque, donne, tutte sul a firmare la petizione che propongono!

Perché la "Lettera aperta ai partiti", che esse hanno preparato e a cui chiedono di aderire, ha ormai preso il via in ogni spazio e con ogni strumento raggiungibili, sia esso il web, con la sua moltitudine di gruppi e di individui, sia con incontri, iniziative, dibattiti, banchetti per la raccolta firma in ogni spazio dello stivale per diffondere l'iniziativa e spiegarne le motivazioni.
Un'azione chiara ed evidente da percorrere per riavvicinare gli elettori e le elettrici ai Partiti, attraversati da una crisi evidente, "per accorciare le distanze tra eletti ed elettori" e restituire dignità alla politica, attraverso una campagna di cittadinanza attiva, che, nella sola settimana di preparazione, ha già raccolto oltre duemila firme.

Ma che cosa chiedono ai partiti'?
Dice la scrittrice fiorentina Lidia Castellani, promotrice dell'idea, che la Lettera vuole avviare una campagna che si basa fondamentalmente su due richieste: il riequilibrio della rappresentanza in modo egualitario per i candidati di entrambi i sessi; una trasparenza assoluta di tutti i candidati che dovranno essere tenuti a dichiarare in rete il loro profilo patrimoniale, professionale e giudiziario.

Non è questa l'ennesima richiesta/piagnisteo di rappresentanza (che pure un suo valore ce l'ha) quanto una forma diversa di porre le questioni che da sempre gli elettori chiedono: libera scelta sui candidati che devono essere presentati con i loro curriculum per garantire la loro attitudine al governo della cosa pubblica.

Questa iniziativa ha avviato un percorso che partendo dalla proposta della lettera, dalla petizione e dalla raccolta delle firme, ha già nel calendario incontri con i responsabili dei partiti e con le responsabili dei movimenti femminili degli stessi per illustrare la proposta e per avere una risposta nel merito.

"Ce la danno?", dice Lidia Castellani "noi la diffonderemo con tutti i mezzi rendendo merito a chi l'accoglierà. Non ce la danno? Diffonderemo anche il loro rifiuto".
Questa iniziativa vuole andare a riempire quel vuoto che ingenera l'assenteismo ed ogni manifestazione di antipolitica, perché il silenzio dei partiti va riempito prima che diventi qualunquismo da iniziative democratiche, costruttive e propositivi come questa della lettera.

Un iniziativa innovativa anche perché parte dal basso, senza sentire il bisogno di farsi trainare da nomi altisonanti ma dove ogni aderente sarà presente come ciascun'altra/o, avrà la stessa visibilità e lo stesso ruolo. L'impegno e una coscienza comuni saranno il motore di ciascuna/o e di tutti glia altri, senza gerarchie; un germinare spontaneo che andrà a riempire contenitori finora vuoti e coscienze addormentate, risvegliando impegno e passione.

"Che dipende da noi lo sapevamo. E, infatti, non siamo rimaste "inerti" di fronte allo sfascio dei Partiti. Senza farci spaventare dal fatto di rappresentare solo noi stesse, in nome delle democrazia partecipativa, abbiamo elaborato una lettera aperta ad essi attraverso la quale rivendichiamo la rappresentanza alla pari, uomini e donne, basata su candidature trasparenti, in ordine alla conoscenza di una biografia dettagliata dei candidati, della loro credibilità e meriti." , ribadisce la coordinatrice del Gruppo di Lavoro, Lidia Castellani, che ha elaborato la lettera.
Accanto alle singole adesioni, hanno firmato la lettera alcune associazioni e gruppi di donne particolarmente attivi, tra cui "Donne ed Informazione", "Donne e basta", "Vita da streghe", "Le nostre figlie non sono in vendita" e "Donne ultraviolette" e i Comitati territoriali di "Se non ora, quando?" di: Reggio Calabria, Siena, San Benedetto del Tronto, Massa Carrara, Ancona e Milano Sud.

Chi volesse aderire all'iniziativa, può farlo sia iscrivendosi al Gruppo Facebook "Lettera ai Partiti", inviando una mail: ilvotodelledonne@gmail.com o firmando la petizione on line su www.petizionionline.it/​letteraaipartiti.

LA LETTERA:
Siamo cittadine di questo Paese, alcune di noi lavorano, altre studiano, sono disoccupate o dedicano il loro tempo alla famiglia. Ma tutte noi, nel lavoro, nello studio, fuori e dentro la famiglia, ogni giorno facciamo il nostro dovere, e lo facciamo al meglio perché ci crediamo.
Anche per questo non ci rassegniamo a lasciare questo Paese nelle mani di un'oligarchia, quasi tutta maschile, di "professionisti della politica". Perché la politica riguarda la vita di tutte noi.
Scriviamo questa lettera, anche a nome di tutti gli uomini che ne condividono lo spirito, sia a titolo individuale che a nome di varie associazioni e gruppi appartenenti alla società civile perché abbiamo deciso di cambiare l'unica cosa che possiamo cambiare subito: il nostro comportamento!
Ve lo comunichiamo perché la cosa vi riguarda direttamente in almeno due punti:

1) Nell'attesa che riusciate a mettervi d'accordo su una nuova legge elettorale che possa eliminare ogni discriminazione di genere, noi abbiamo deciso di votare solo per quei partiti che presenteranno liste con ugual numero di candidati dei due sessi.
Questo per rafforzare la presenza delle donne nelle istituzioni, dalle quali finora sono state metodicamente escluse, in nome del principio di uguaglianza sancito dall'art.3 della Costituzione italiana.

Quindi:
I PARTITI CHE NON PRESENTERANNO LISTE CON IL 50% DELLE DONNE TRA I CANDIDATI, NON AVRANNO IL NOSTRO VOTO.

2) Nell'attesa di una legge elettorale che restituisca il potere di scelta alle elettrici e agli elettori, abbiamo deciso di votare solo quei candidati e candidate che, attraverso i partiti che li sostengono, metteranno a disposizione dell'opinione pubblica la loro biografia completa, con la storia dettagliata del loro percorso professionale, patrimoniale e politico, ivi compresi meriti e competenze che noi ci riserveremo di controllare nella loro completezza e veridicità.
Questo in nome di una necessità di trasparenza essenziale al miglioramento della qualità della rappresentanza politica, sia maschile che femminile, che ormai si è ridotta a rappresentare soltanto se stessa.

Quindi:
I PARTITI CHE NON FORNIRANNO I PROFILI DETTAGLIATI DELLE LORO CANDIDATE E DEI LORO CANDIDATI, NON AVRANNO IL NOSTRO VOTO.

Se queste due richieste saranno disattese, non vi voteremo; lo faremo privatamente, a partire da noi stesse, dalla rete delle nostre relazioni familiari, amicali, professionali, e lo faremo pubblicamente, in modo più organizzato, utilizzando tutti i canali possibili delle donne e della comunicazione politica, sociale, culturale.

Poiché crediamo nell'urgenza di questa battaglia di democrazia e di civiltà, invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini che condividono lo spirito di questa lettera a firmarla e a diffonderla.

Alle donne dei partiti che condividono le nostre richieste chiediamo di farsene interpreti presso le loro segreterie e di rendersi disponibili per un incontro/confronto che contiamo di organizzare al più presto.

L'indro.it

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