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Licenziato in tronco il dipendente condannato per violenza sessuale al di fuori dell'ambito lavorativo, 30 gennaio 2013


Licenziato in tronco il dipendente condannato per violenza sessuale al di fuori dell'ambito lavorativo
Si configura la giusta causa perché il forte disvalore sociale dei fatti contestati riflette negativamente sull'azienda ledendone l'immagine



Sì al licenziamento senza preavviso al dipendente che è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale al di fuori dell'ambito lavorativo: si configura la giusta causa in quanto il forte disvalore sociale dei fatti contestati riflette negativamente sull'azienda ledendone l'immagine. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 2168 del 30 gennaio 2013, ha respinto il ricorso di un dipendente delle Poste il quale, abusando della qualità di responsabile di una comunità religiosa costringeva con la violenza le giovani a subire atti sessuali, era stato condannato a quasi due anni di reclusione. Per la sezione lavoro della Suprema corte tali fatti, aventi rilevanza non solo penale ma anche disciplinare, si riflettono direttamente sul rapporto di lavoro, hanno integrato una gravissima violazione dei doveri di cui agli articolo 2104 e 2015 Cc, espressamente richiamati dall'art. 51 Ccnl dell'11.1.2001.

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