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Le DONNE nel Governo Letta


Emma Bonino - Ministro degli Esteri- Radicale. E' nata a Bra in provincia di Cuneo il 9 marzo 1948. Lureata alla Bocconi con unatesi su Malcom X.
La sua presenza nel Parlamento italiano e' stata, da allora, pressoche' ininterrotta, ma a questa si e' aggiunta una proiezione internazionale che la porto' alla carica di commissario europeo nel 1994 e poi alla guida del ministero per il Commercio internazionale nel secondo governo Prodi. Fino alle elezioni politiche del 2006 ha fatto la spola tra le sedi di lavoro dell'Unione europea e Il Cairo, dove ha studiato l'arabo e al focus sui diritti civili ha aggiunto la conoscenza dei temi che agitano il Medio Oriente. I diritti civili, e in particolare delle donne, sono l'architrave della politica estera di Emma Bonino, spesso candidata dagli esiti di diversi sondaggi anche al Quirinale.


Maria Chiara Carrozza - PD - Ministro dell'Istruzione. Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna dal novembre 2007 a febbraio 2013, quando è stata eletta alla Camera dei deputati per il Pd. Sul sito dell'Ateneo della Sant'Anna si legge che "si laurea in Fisica presso l'Università di Pisa nel 1990 con una tesi di Fisica delle Particelle Elementari. Nel 1994 ha ricevuto il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria presso la Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa, con una tesi di Microfluidica Biomedica. Da novembre 2006, è professore straordinario in Bioingegneria Industriale presso la Scuola Superiore Sant'Anna. Da novembre 2004 a ottobre 2007, è stata Direttore della Divisione Ricerche con Delega del Direttore della Scuola Superiore Sant'Anna".

Josefa Idem - PD - Ministro delle Pari Opportunità e Sport. Campionessa mondiale e olimpica nella specialità del K1 (kayak individuale). Nella sua ventennale carriera ha vinto 38 medaglie tra Giochi olimpici, mondiali ed europei.
Nel 2012 si è candidata alle primarie del Partito Democratico, passando al primo turno. Diventa poi capolista per l'Emilia-Romagna per il Senato alle elezioni politiche del 2013, risultando eletta.

Beatrice Lorenzin
- PDL - Ministro della Salute. Tra i più giovani componenti dell'esecutivo c'è Beatrice Lorenzin, romana classe 1971. Entra nel movimento giovanile di Forza Italia nel 1996 e l'anno successivo diventa consigliere del XIII municipio. Scala rapidamente gli incarichi nel partito: nel 1999 diventa coordinatore regionale del movimento giovanile, nel 2001 è l'unica donna eletta nelle fila di Forza Italia al consiglio comunale di Roma. Nel 2008 viene eletta alla Camera dei Deputati.

Nunzia De Girolamo - PDL - Ministro dell'agricoltura. Nata a Benevento nel 1975,è in Parlamento dal 2008.

Cecile Kyenge - PD - Ministro della Cooperazione Internazionale.Si tratta del primo rappresentante di colore nell'esecutivo della storia italiana. Ha 48 anni, nata nella Repubblica Democratica del Congo (precisamente a Kambove), è un medico oculista. I diritti dei migranti, i diritti umani e quelli di cittadinanza rappresentano l'ambito politico nel quale l'onorevole Kyenge si è spesa maggiormente negli ultimi anni.

Anna Maria Cancellieri - Scelta Civica - Ministro della Giustizia. Esce dal Governo tecnico per entrare nell'esecutivo di Letta. Laureata in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Appena diplomata, entra alla Presidenza del Consiglio grazie a un concorso. Nel 1972 entra nell'amministrazione del ministero dell'Interno. Sono gli anni difficili del terrorismo. Giornalista pubblicista, diventa capoufficio stampa della prefettura di Milano e responsabile del progetto Efficienza, occasione in cui farà valere le sue capacità nel riorganizzare la macchina della Pubblica Amministrazione, intuendo anche le potenzialità dell'informatica.
Viene nominata prefetto il 1° settembre 1993.
Nel 1994 ricopre l'incarico di commissario straordinario a Parma.
Nel corso della sua carriera è stata prefetto di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania, Genova, Parma e Bologna. A Bologna, in soli venti giorni ottiene lo sblocco dell'iter per la costruzione della metropolitana bolognese, riuscendo laddove le tre giunte precedenti avevano fallito. A Catania si segnala per la gestione del delicato periodo che seguì l'uccisione dell'ispettore di polizia Filippo Raciti nel 2007.

I dati sono stati selezionati da Wikipedia, profili personali e curricula diffusi in rete.

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