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Prima ministra anti-corruzione (Senegal)

di Elena Guerra

Il Senegal ha la sua seconda donna Primo ministro del Paese. Aminata Touré in carica dal primo settembre vuole portare avanti il suo impegno per la giustizia, diversificare l'economia, migliorare l'occupazione e l'accesso all'energia.

È stata nominata prima ministra per un impasto di governo ma la fiducia data dal presidente senegalese Macky Sall è storica. Aminata Touré è infatti la seconda donna a ricoprire l'incarico di premier (la prima, Mame Madior Boye, fu nominata nel 2001). Un incarico che in Italia, per fare un esempio vicino, non ha mai ricoperto nessuna donna. La sua esperienza e formazione precedono però il suo genere: due master in Economia e Business Administration in Francia, dottorato in Gestione della Finanza Internazionale, torna a Dakar per diventare una dei dirigenti della società di trasporto pubblico Sotrac. Fa parte dal 2008 dell'Allience pour la république, partito fondato da Sall nel 2008, diventando ministra della Giustizia con il nuovo governo.

La sua missione nel ministero è sempre stata l'equità e la trasparenza, tanto che i suoi obiettivi, per il compito che le spetta, riguardano l'accelerazione delle riforme, l'adozione delle nuove politiche economiche e sociali, in linea con il disegno strategico del presidente. E poi "la caccia al maltolto" attraverso inchieste sui collaboratori dell'ex presidente Wade, e ancora - parte più importante e forse difficile -, rendere la vita dei 13 milioni di senegalesi, poveri o ricchi, uguale di fronte alla legge. Le priorità oltre alla giustizia sono economia, sanità e accesso all'energia.

Mimì BonneGovernance, soprannome che fa emergere il suo buon operato in questi anni, è sempre stata attivista di primo piano. In politica da circa vent'anni, ha lavorato al fianco di Abdoulaye Wade, di Macky Sall e di Oumar Sarr, ma quando Wade divenne presidente, nel 2000, il partito cambiò faccia e la corruzione dilagò. Anche per questo lasciò il Paese scegliendo gli Stati Uniti. Macky Sall la richiama alla guida della sua campagna elettorale per le presidenziali del 2012, è poi scelta per il ministero della Giustizia e ora (dal 1 settembre 2013) è Prima ministra.Il 2 settembre Mimì Touré ha nominato 32 ministri contro i 25 del precedente, scegliendo al suo posto come ministro della Giustizia Sidiki Kaba, a lungo direttore della Federazione internazionale della lega dei diritti dell'uomo. Non è arrivata la conferma per Youssou N'Dour come ministro del Turismo, e Ali Haidar all'Ecologia.

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