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Sei anni di carcere al marito che abusa sessualmente della moglie anche il giorno del ricovero in ospedale per il parto, 8 ottobre 2013

La pluralità delle violenze configura sopraffazione e pieno annullamento della libertà di autodeterminazione della vittima sottoposta alle morbosità del compagno


Linea dura della Suprema corte in ambito dei maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale: rischia una condanna esemplare per il marito che violenta quotidianamente la moglie, addirittura il giorno del ricovero in ospedale per partorire. Insomma, è legittima la pena senza sconti quando la pluralità delle violenze configura la sopraffazione e il pieno annullamento della libertà di autodeterminazione della vittima sottoposta alle morbosità del compagno.

Lo ha sancito la Core di cassazione che, con la sentenza 41486 dell'8 ottobre 2013, ha respinto il ricorso di un 42enne contro il giudizio di colpevolezza della Corte d'appello di Catanzaro che lo ha condannato a sei anni e mezzo di reclusione per i reati di lesioni e maltrattamenti in danno alla moglie.


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